Nel secondo trimestre dell’anno, i prezzi delle case continuano ad aumentare, sebbene a un ritmo più moderato rispetto al trimestre precedente. Ci troviamo in un contesto in cui la domanda rimane robusta, mentre l’offerta inizia a mostrare segni di contrazione. Queste informazioni provengono dal Sondaggio Congiunturale sul mercato delle abitazioni effettuato dalla Banca d’Italia, che ha coinvolto un campione di agenti immobiliari dal 16 giugno al 16 luglio.
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Moderazione nella crescita dei prezzi delle case
Nel secondo trimestre del 2025, la differenza tra le valutazioni di aumento e diminuzione dei prezzi si è mantenuta positiva, con un saldo di 5 punti percentuali. Questo rappresenta una riduzione rispetto al picco del periodo precedente, che aveva raggiunto i 12 punti percentuali, il massimo dall’inizio delle indagini, ma è ancora significativamente più alto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il calo rispetto al trimestre precedente è stato principalmente influenzato dalla riduzione delle agenzie che hanno riportato un incremento dei prezzi nelle aree metropolitane, mentre il miglioramento rispetto all’estate scorsa è stato uniforme su tutto il territorio nazionale.
Oltre l’86 percento delle agenzie ha riferito di avere concluso almeno una vendita nel trimestre di riferimento, mantenendo un livello alto e stabile dal 2021. La percentuale di agenzie che hanno intermedito esclusivamente immobili già esistenti rimane oltre l’80 percento.
Contrazione dell’offerta immobiliare
Il saldo tra le valutazioni di aumento e diminuzione del numero di potenziali acquirenti si è ulteriormente aggravato nel secondo trimestre. L’offerta di immobili ha continuato a diminuire: circa il 40 percento degli agenti ha notato una riduzione degli incarichi ricevuti e dei nuovi incarichi di vendita; la differenza rispetto alla percentuale di coloro che segnalano un aumento si è allargata a circa -30 punti percentuali per entrambi gli aspetti, peggiorando rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Accesso ai mutui meno complicato
Le difficoltà nell’ottenimento dei mutui continuano a diminuire per il settimo trimestre consecutivo, con solo il 17 percento degli agenti che ha indicato queste difficoltà come causa principale di cessazione dell’incarico, la quota più bassa dal 2019. La percentuale di acquisti finanziati tramite mutuo e il rapporto tra il prestito e il valore dell’immobile sono rimasti vicini alle medie del periodo.
Aumento dei canoni e degli affitti a breve termine
Quasi la metà degli operatori ha osservato un aumento dei canoni di locazione nel secondo trimestre, a fronte solo del 7 percento che ha segnalato una diminuzione. Lo sconto medio sul canone inizialmente richiesto è rimasto contenuto ma è leggermente aumentato, raggiungendo il 2,8 percento, il valore più alto dall’inizio del 2022.
Circa il 55 percento delle agenzie considera significativo il fenomeno degli affitti a breve termine nel loro mercato di riferimento, soprattutto nelle aree urbane del Nord-Est e del Centro, dove due terzi degli intervistati hanno indicato questo trend. Tra coloro che considerano il fenomeno rilevante, l’effetto principale è una riduzione degli immobili disponibili per la vendita (il 41 percento degli agenti), poiché i proprietari preferiscono destinarli a locazioni inferiori ai 30 giorni. Il 24 percento degli agenti segnala anche un aumento della domanda per abitazioni destinate ad affitti brevi, influenzando sia i canoni di locazione sia i prezzi di vendita, soprattutto nelle aree dove il fenomeno è più marcato.
Prospettive ottimistiche per il mercato immobiliare
Le aspettative per l’andamento del mercato immobiliare nel trimestre in corso sono meno positive rispetto a tre mesi fa, ma nel complesso migliori rispetto al corrispondente trimestre del 2024, sia per i mercati locali che per quello nazionale.
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