Delfin: usufrutto contestato da Zampillo, rischio contenziosi per Basilico

Una mossa inattesa scuote la leadership della holding di famiglia: Nicoletta Zampillo ha formalmente contestato la cessione dell’usufrutto sulla sua quota in Delfin al figlio Rocco Basilico, un gesto che può rimettere in discussione voti decisivi e, di conseguenza, strategie su banche e assicurazioni italiane. La contesa arriva dopo delibere societarie recenti e potrebbe influire direttamente su operazioni di mercato già programmate.

La contestazione formale

Zampillo ha inviato una comunicazione al consiglio di amministrazione della holding lussemburghese, sostenendo di aver trasferito l’usufrutto in un momento di forte «fragilità emotiva» dopo la morte del marito, il fondatore Leonardo Del Vecchio.

Secondo la ricostruzione, il passaggio di diritti a Basilico era avvenuto immediatamente dopo il decesso, il 27 giugno 2022, con il figlio che il 1° luglio 2022 divenne di fatto pieno titolare della quota assegnatagli.

Composizione del capitale e poteri di voto

Nel testamento del fondatore la partecipazione in Delfin fu suddivisa in otto quote uguali da 12,5% ciascuna, assegnate a sei figli, alla moglie e a Rocco Basilico — a quest’ultimo la nuda proprietà, alla madre l’usufrutto.

Ripartizione iniziale e situazione teorica
Beneficiario Quota iniziale Diritti principali
Marisa, Paola, Luca, Claudio, Clemente, Leonardo Maria 12,5% ciascuno Proprietà piena
Nicoletta Zampillo 12,5% Usufrutto (ceduto a Basilico)
Rocco Basilico 12,5% Nuda proprietà (poi piena dopo il trasferimento)

Perché la vicenda è decisiva ora

Il motivo è semplice e pratico: in aprile l’assemblea di Delfin ha approvato due delibere importanti — il trasferimento delle quote di Paola e Luca a Leonardo Maria e un aumento del dividendo dal 10% all’80% dell’utile netto per tre esercizi — su cui Basilico si è opposto e ha fatto ricorso in Lussemburgo.

Secondo il ricorrente, lo statuto richiederebbe l’88% di consensi per quelle decisioni; la sua quota del 12,5% sarebbe quindi sufficiente a impedire l’approvazione. Se però l’usufrutto venisse revocato prima della votazione, il suo diritto di voto nell’assemblea ordinaria potrebbe decadere, cambiando l’esito pratico delle delibere.

Il nodo giuridico: assemblea ordinaria o straordinaria?

La disputa ruota attorno alla qualifica dell’assemblea: l’usufrutto conferisce alla titolare il diritto di percepire dividendi e di votare nelle assemblee ordinarie, mentre il nudo proprietario mantiene il diritto di voto sulle assemblee straordinarie.

Se l’assemblea di fine aprile fosse considerata straordinaria, il voto di Basilico resterebbe valido e il suo ricorso proseguirebbe. Se invece fosse ordinaria e la madre perdesse l’usufrutto, il voto del figlio potrebbe essere annullato ex ante, spalancando la porta alle strategie di Leonardo Maria senza attendere la decisione del tribunale.

Impatto finanziario e possibili vendite

Le manovre in Delfin non riguardano solo l’interesse famigliare: dietro c’è un progetto industriale e finanziario ambizioso. Leonardo Maria ha assicurato un finanziamento da circa 11 miliardi da un pool di banche per rilevare le quote dei fratelli (10 miliardi) e rifinanziare 1 miliardo relativo alla sua controllata.

Lo scenario prevede la dismissione di partecipazioni a scopo di raccolta liquidità e la destinazione del maggior dividendo a copertura degli oneri finanziari — l’aumento del payout sarebbe necessario per sostenere interessi stimati attorno ai 400 milioni annui.

  • Monte Paschi (17,5%): possibile vendita che potrebbe determinare un cambio di governance nella banca.
  • Generali (10%): una cessione anche parziale potrebbe modificare equilibri nel settore assicurativo.
  • Liquidazione di Basilico: una composizione potrebbe ridimensionare la sua richiesta economica, dato che da nudo proprietario non avrebbe diritto al valore pieno stimato della quota.

Cosa cambia per il mercato e quali sono le prossime tappe

Le decisioni giudiziarie sul ricorso in Lussemburgo e l’esito della contestazione dell’usufrutto determineranno tempi e modalità di eventuali cessioni. Se la revoca dovesse essere confermata, Leonardo Maria consoliderebbe la sua posizione e accelererebbe le operazioni finanziarie previste.

Al contrario, un riconoscimento del diritto di Basilico potrebbe bloccare le manovre e prolungare l’incertezza, con effetti sulle quotazioni delle società partecipate e sulle strategie degli istituti di credito coinvolti.

In sintesi, la disputa familiare in Delfin non è solo una questione interna: le mosse legali e societarie nei prossimi mesi potrebbero avere ripercussioni dirette sull’assetto di importanti gruppi bancari e assicurativi italiani, oltre a influenzare operazioni finanziarie di grande portata.

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