Scopri il mistero: perché c’è una maestosa Chiesa russa ortodossa a Sanremo?

La Chiesa Russa di Cristo Salvatore a Sanremo narra la storia dell’incontro tra l’Italia e l’aristocrazia russa, con un focus particolare sulla zarina Maria Aleksandrovna.

Alla fine del diciannovesimo secolo, Sanremo emerge come destinazione prediletta dall’aristocrazia russa, sedotta dal clima mite e dalla bellezza paesaggistica della Riviera di Ponente. Questo legame ha origine dalla zarina Maria Aleksandrovna, consorte dello zar Alessandro II, che scopre Sanremo nel 1874. La zarina, per ragioni di salute, trova in questa località un rifugio dal freddo della Russia.

L’apporto della zarina alla città

Il contributo della zarina a Sanremo è significativo: oltre a regalare le prime palme che oggi si possono ammirare lungo la Passeggiata Imperatrice, il suo arrivo stimola un flusso di aristocratici russi che trasforma Sanremo in una sorta di piccola enclave russa. Qui si insediano famiglie nobili quali i Demidov, gli Olsufieva e i Sheremetev, che erigono ville e residenze di grande pregio. Nel tempo, la comunità russa diventa parte essenziale della vita cittadina, istituendo biblioteche, farmacie e panetterie che perpetuano le tradizioni culinarie russe.

La necessità di un luogo di culto ortodosso

Con l’incremento della comunità russa, si avverte la necessità di un luogo di culto adatto alle esigenze spirituali degli ortodossi. Prima della realizzazione di una chiesa, le funzioni religiose si tengono in cappelle private, come quella di Villa Gloria, o in quella russa del cimitero della Foce, soluzioni provvisorie e non adeguate per una comunità in crescita.

Nel 1910, con il sostegno dello zar Nicola II e l’impegno del senatore Vladimir Sabler, ex Procuratore del Santo Sinodo, viene creato un comitato per edificare la chiesa. Lo zar stesso approva il progetto e autorizza una raccolta fondi su scala nazionale, contribuendo personalmente con una somma rilevante.

Selezione del sito e inizio dei lavori

Il comitato seleziona un terreno panoramico all’inizio del Corso Imperatrice, in una posizione simbolica e strategica. La realizzazione è affidata all’architetto russo Aleksey Schusev, rinomato per la sua competenza in architettura religiosa, che si ispira agli stili moscoviti e suzdaliani dei secoli XVI e XVII. I lavori iniziano nel 1912 sotto la direzione degli ingegneri Pietro Agosti e Antonio Tornatore, con una cerimonia di posa della prima pietra che vede la partecipazione di membri della comunità russa e autorità italiane.

Architettura della Chiesa Russa di Cristo Salvatore

La Chiesa di Cristo Salvatore a Sanremo è un esemplare illustre di architettura neobizantina: presenta una pianta rettangolare con una vasta navata centrale per i fedeli, un’abside semicircolare e un’iconostasi che divide la navata dal santuario. L’esterno è decorato da quattro archi laterali e cinque cupole policrome, con quella centrale che si eleva a circa 50 metri. Le cupole, elemento distintivo dell’edificio, sono rivestite di piastrelle policrome e coronate da croci ortodosse a tre braccia. La chiesa è orientata verso est, secondo la tradizione ortodossa, con l’abside a est e il nartece a ovest, mentre il campanile si trova sul lato meridionale.

Consacrazione e ruolo della chiesa nella comunità

La cerimonia di consacrazione si tiene il 23 dicembre 1913, un evento di grande rilievo con la partecipazione di eminenti personalità russe e italiane. La liturgia è celebrata dal vescovo Vladimir Putjata, assistito da un coro proveniente da Nizza e Mentone. Da quel momento, la Chiesa Russa di Cristo Salvatore diventa un punto di ritrovo per la comunità russa, ospitando eventi religiosi, culturali e di beneficenza, e rafforzando i legami tra la Russia e Sanremo.

Sfide del Novecento

Nonostante la sua importanza, la chiesa si trova ad affrontare diverse sfide nel corso del Novecento, tra cui una lunga controversia legale iniziata nel 1953 dal conte Vittorio Tallevici, che richiedeva il rimborso di un prestito per la costruzione. La disputa si protrae per più di un decennio, concludendosi solo nel 1966, quando la chiesa viene riconosciuta come ente morale dallo Stato italiano. Questo non impedisce alla comunità russa di continuare a supportare la chiesa, che rimane un punto di riferimento spirituale e culturale.

Il memoriale montenegrino nella cripta

Nella cripta della chiesa, per anni, riposano le spoglie di Nicola I del Montenegro e della sua famiglia. Dopo la sua morte in esilio ad Antibes, Francia, nel 1921, il corpo di Re Nicola I viene trasferito nella cripta della chiesa, seguendo le sue ultime volontà, che prevedevano una sepoltura “fino al trionfo della verità nella storia del Montenegro”. Due anni dopo, nel 1923, anche la regina Milena, anch’essa morta in esilio, viene sepolta accanto al marito. Le loro figlie, le principesse Xenia e Vera, trovano poi riposo nello stesso luogo.

Nel 1989, con l’ascesa del sentimento patriottico in Montenegro, aumentano le richieste per il rimpatrio delle spoglie reali. Il 29 settembre dello stesso anno, i resti di Nicola I, della regina Milena e delle principesse Xenia e Vera vengono solennemente trasferiti dalla chiesa di Sanremo alla cappella reale di Cipur, a Cettigne, l’antica capitale montenegrina. Oggi, la cripta non ospita più le spoglie della famiglia reale, ma rimane un luogo di memoria storica. Nel cortile della chiesa si trovano due busti in bronzo che raffigurano il re d’Italia Vittorio Emanuele III e la regina Elena del Montenegro, figlia di Nicola I.

Visita obbligatoria alla Chiesa

Se vi trovate a Sanremo, non potete mancare una visita alla Chiesa Russa Ortodossa di Cristo Salvatore. La chiesa è aperta ai visitatori secondo i seguenti orari:

  • Lunedì al Venerdì: 10:00 – 12:30
  • Sabato: 10:00 – 12:30 e 15:00 – 18:00
  • Domenica: 8:30 – 12:30 e 15:00 – 18:00

Si raccomanda di verificare eventuali cambiamenti negli orari di apertura, specialmente durante festività religiose o eventi speciali, consultando il sito ufficiale della chiesa. La visita offre un’occasione unica per ammirare l’architettura neobizantina, le iconografie sacre e per immergersi nella spiritualità della tradizione ortodossa russa.


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