Regole più severe per Airbnb: la fine dell’oro per i proprietari in Europa?

Negli ultimi anni, per molti proprietari europei, Airbnb ha rappresentato una fonte importante di reddito extra, se non un vero e proprio business a sé stante. Tuttavia, questa “età dell’oro” rischia di conoscere una brusca frenata. Diverse città europee, spinte da una crescente pressione immobiliare e turistica, stanno introducendo regole molto più restrittive per frenare l’espansione delle locazioni turistiche a breve termine.

Parigi, Londra e Amsterdam: limiti sempre più rigidi

A partire dal 1° gennaio 2025, Parigi limiterà la locazione della residenza principale a massimo 90 notti all’anno. Una soglia che si abbassa rispetto alle 120 notti precedenti e che allinea la capitale francese alle regole già in vigore a Londra e San Francisco. Secondo il Consiglio di Parigi, con più di 95.000 alloggi turistici dichiarati, di cui circa 78.000 residenze principali trasformate in hotel improvvisati, il fenomeno ha raggiunto proporzioni insostenibili. La città stima che 25.000 di questi alloggi siano affittati illegalmente, generando circa 1 miliardo di euro di entrate non dichiarate.

La logica dietro queste restrizioni è chiara: meno appartamenti destinati agli affitti turistici significa più disponibilità per la locazione residenziale, arginando la crescita dei prezzi e contrastando la carenza abitativa.

Anche ad Amsterdam le regole sono piuttosto stringenti: dal 2019, i proprietari possono affittare il proprio alloggio solo per 30 notti l’anno, con un massimo di quattro ospiti per volta. Inoltre, la registrazione obbligatoria presso il Comune rappresenta un altro strumento di controllo.

alloggiamento

Il caso Barcellona : verso la soppressione di 10.000 appartamenti turistici

Barcellona sta intraprendendo una strada ancora più radicale. Entro il 2029, l’amministrazione comunale intende cancellare fino a 10.000 licenze di appartamenti turistici, colpendo duramente i proprietari e innescando forti polemiche. L’Associazione degli Appartamenti Turistici della città ha già avanzato una richiesta di indennizzo di oltre 4,2 miliardi di euro, sostenendo che le licenze rappresentano un investimento a lungo termine che verrebbe brutalmente azzerato.

Austria, Germania e Italia non restano a guardare

In città come Vienna, Monaco e Stoccarda, sono stati fissati tetti annui rispettivamente di 90, 60 e 70 giorni per gli affitti brevi. La tendenza è dunque chiara: le autorità locali vogliono limitare l’impatto di Airbnb sulla disponibilità di case per residenti e sulle dinamiche sociali dei quartieri.

In Italia, il governo sta preparando una normativa nazionale che includerebbe, tra le altre cose, l’introduzione di un codice identificativo nazionale obbligatorio per ogni immobile messo in locazione turistica. Inoltre, nelle città a forte afflusso turistico, si prevede l’imposizione di una durata minima di soggiorno di due notti.

Quali sono le implicazioni per i proprietari?

Per chi possiede uno o più immobili destinati alla locazione breve, il messaggio appare chiaro: il modello di business fondato sulla rendita facile e continua è destinato a essere ridimensionato. La crescente regolamentazione mira a ristabilire un equilibrio tra le esigenze del mercato immobiliare locale e l’offerta turistica, penalizzando soprattutto i multiproprietari che sfruttano il sistema in modo intensivo.

Per chi vuole continuare a investire in questo settore, sarà cruciale adattarsi a una nuova realtà fatta di permessi obbligatori, limiti di giorni e possibili sanzioni. D’altra parte, queste misure potrebbero anche contribuire a una maggiore professionalizzazione del settore, con operatori più attenti alle normative e alla qualità dell’offerta.

In definitiva, chi punta a investire nell’immobiliare europeo dovrà considerare con attenzione il crescente peso delle regolamentazioni locali. L’oro facile di Airbnb sembra, per molti, avvicinarsi al capolinea. Meglio, dunque, prepararsi ad affilare nuovi strumenti di analisi prima di affidare al breve termine il futuro dei propri investimenti immobiliari.

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