Top 8 delle monete da 2 euro più rare e costose
Classifica aggiornata delle 5 monete da 2 euro più rare e ricercate
Anche ieri, l’oro ha toccato un altro massimo storico, superando i 4.246 dollari per oncia. Tuttavia, meno attenzione è stata rivolta all’argento, che ha anch’esso segnato un nuovo record storico, superando i 53 dollari per oncia. Il record precedente, almeno intraday, era stato raggiunto nel gennaio del 1990, quando l’argento aveva toccato i 50,35 dollari. Ma quella era una storia completamente diversa, che merita di essere raccontata.
L’esplosione del prezzo dell’argento e la reazione di Tiffany’s
Alla fine del 1978, il prezzo dell’argento era circa 6 dollari per oncia, ma entro la fine del 1979, aveva raggiunto quasi i 50 dollari per oncia. È vero che in quel periodo si era verificata la seconda crisi petrolifera e l’ascesa della Repubblica Islamica dell’ayatollah Khomeini in Iran.
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Tuttavia, il fulcro dell’aumento del prezzo fu principalmente una manovra speculativa attribuibile ai fratelli Hunt (Bunker, William Herbert e Lamar).
Essi avevano deciso di cercare di monopolizzare il mercato dell’argento, accumulando fino a un terzo dell’argento mondiale non posseduto dai governi, ovvero circa 100 milioni di once. Questa situazione creò grandi tensioni nel settore, tanto che il 26 marzo 1980, l’azienda di gioielli Tiffany’s protestò pubblicamente contro i tre fratelli per la loro eccessiva quota di mercato e la speculazione che stava distorcendo i consumi.
Il crollo improvviso e il fallimento dei fratelli Hunt
All’inizio del 1980, il COMEX modificò le regole, proibendo gli acquisti di argento utilizzando la leva finanziaria. Dopo l’intervento di Tiffany’s, il mercato reagì il 27 marzo con un’ampia vendita, temendo che gli Hunt non potessero soddisfare i loro obblighi finanziari con il richiamo dei margini.
Di conseguenza, il prezzo dell’argento crollò durante la seduta e in quattro giorni perse metà del suo valore. I fratelli Hunt non riuscirono a rispettare i loro impegni finanziari e fu necessario un intervento di salvataggio per evitare gravi ripercussioni sulle banche creditrici.
Il record dell’argento di oltre 45 anni fa era stato alimentato dalla speculazione. Oggi, la storia è molto diversa. Il mercato ora cerca “beni rifugio” come l’oro per proteggersi dalla possibile crisi dei debiti sovrani e dalle prime avvisaglie di inflazione dovute al riarmo annunciato in Europa. Si teme per la stabilità fiscale di molte economie, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Giappone. Anche se l’argento è diventato molto costoso, il suo rapporto con l’oro è attualmente di 1:80. All’inizio del 1980, questo rapporto era sceso a 1:13, quando storicamente a 1:60 si considera un segnale di vendita.
Record dell’argento nella corsa ai metalli preziosi
Secondo le metriche storiche, il nuovo record dell’argento è giustificato dal corrispondente aumento del prezzo dell’oro. Al contrario, nel passato, il picco era chiaramente ingiustificato. C’era una famiglia che tentava di dominare l’intero mercato, e ci era quasi riuscita.
Oggi, gli investitori acquistano metalli preziosi per proteggersi dai rischi. Non era diverso anche allora, ma il record dell’argento avrebbe dovuto fermarsi a livelli molto inferiori. Allo stesso rapporto attuale, non avrebbe dovuto superare gli 8 dollari.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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