Argento da record: il nuovo scudo contro l’inflazione? Scopri come!

L’argento raggiunge i 90 dollari per oncia, stabilendo un nuovo record storico. Ma rappresenta davvero un rifugio sicuro?

Lungamente oscurato dall’oro, considerato un metallo di rango inferiore, l’argento ha recentemente guadagnato un posto di rilievo sul palcoscenico finanziario globale. Oggi, il prezzo dell’argento ha superato i 90 dollari per oncia, un livello mai raggiunto prima, registrando un incremento record. Quest’anno, ha già guadagnato più del 26%, dopo un aumento del 145% nel 2025. L’oro, seppur performante, non ha raggiunto questi picchi: +7% dall’inizio dell’anno e +65% nel 2025. Di fronte a questo scenario, molti si chiedono se l’argento possa essere considerato un autentico rifugio contro l’inflazione.

Argento: un baluardo contro l’inflazione?

L’oro è da sempre riconosciuto come una protezione dall’inflazione, un ruolo che svolge da millenni proteggendo il valore per chi lo detiene. La sua accettazione globale e la sua riconoscibilità hanno fatto dell’oro un bene rifugio durante i conflitti, spesso oggetto di saccheggi sotto forma di monete, gioielli e lingotti. La ricchezza spagnola del Cinquecento, ad esempio, si basava sull’oro estratto dalle Americhe. Tuttavia, la mancata reinvestizione di tale ricchezza in attività produttive ha impedito alla Spagna di mantenere una posizione di potenza comparabile a quella degli Stati Uniti.

Per quanto riguarda l’argento, il suo mercato è meno liquido rispetto a quello dell’oro, il che porta a maggiori fluttuazioni di prezzo nel tempo. Il recente aumento dei prezzi dell’argento è influenzato da diversi fattori, tra cui l’aumento dei prezzi dell’oro e di altri metalli preziosi, l’uso crescente in tecnologie legate alla transizione energetica e all’Intelligenza Artificiale come batterie per auto elettriche, pannelli solari e microprocessori, e la produzione limitata di argento, che rimane al di sotto della domanda.

Un’impennata delle quotazioni in dollari

Con il prezzo attuale a 90 dollari, l’argento ha visto un apprezzamento del 540% negli ultimi dieci anni, del 900% in vent’anni e del 1.535% in trent’anni. Mentre l’inflazione nelle economie avanzate è stata decisamente più bassa (36% in dieci anni, 65% in venti anni e 111% in trent’anni negli USA), l’argento sembra confermarsi come un solido rifugio contro l’inflazione, analogamente all’oro. Tuttavia, la situazione diventa più complessa se si analizza il grafico storico delle quotazioni.

Un investimento a lungo termine

L’analisi del grafico mostra che il boom dell’argento è iniziato all’inizio del 2024, con quotazioni intorno ai 20-25 dollari, molto più alte rispetto al decennio precedente. Tuttavia, guardando i dati USA, l’inflazione decennale è stata superiore al 30%, mentre quella ventennale è stata inferiore al 66%. Ciò suggerisce che l’argento non dovrebbe essere considerato un rifugio immediato contro l’inflazione, ma piuttosto un investimento a lungo termine, simile all’oro. Inoltre, essendo un asset senza cedole, l’argento non offre rendimenti fino alla vendita.

Argento come rifugio contro le tensioni internazionali

Con il recente calo del rapporto oro/argento a 51,30, il più basso dal 2012, rispetto a 89,30 un anno fa, si evidenzia un miglioramento relativo delle prestazioni dell’argento rispetto all’oro. Questo potrebbe suggerire una situazione economica globale favorevole, ma la realtà è più complessa. I fattori che spingono l’argento includono la ricerca di un rifugio contro le tensioni internazionali, i debiti e l’inflazione.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

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