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In determinate circostanze, risulta necessario effettuare una modifica catastale su un immobile. Tale procedura, tuttavia, non è sempre obbligatoria e non deve essere intrapresa se le modifiche apportate non influiscono significativamente sulle caratteristiche principali della proprietà.
Per inoltrare una modifica catastale è necessario adeguarsi a specifiche scadenze. Ma quali sono i rischi se si procrastina questa operazione per un periodo prolungato?
Esaminiamo insieme cosa si intende per modifica catastale, a cosa serve, quando è necessaria e quali sono le ripercussioni di una sua mancata presentazione.
Cosa si intende per modifica catastale
Una modifica catastale consiste in una richiesta di aggiornamento delle informazioni catastali relative a un immobile. Praticamente, si tratta di un documento attraverso il quale si comunicano le modifiche agli uffici preposti. Per far ciò si adopera il metodo DOCFA, che permette di attuare l’aggiornamento.
Essendo un documento tecnico, normalmente si fa affidamento su un professionista abilitato, come ad esempio un geometra. Nel documento vengono specificate l’identità del richiedente, i dettagli dell’immobile, la natura della modifica e gli elementi necessari per l’aggiornamento.
I tempi per l’effettiva realizzazione della modifica sono di 7 giorni lavorativi.
Quando è necessaria la modifica catastale
La richiesta di modifica deve essere obbligatoriamente presentata ogni volta che si verificano cambiamenti significativi dell’immobile o modifiche della rendita catastale, quali:
- cambio di destinazione d’uso;
- ampliamenti volumetrici dell’unità abitativa;
- frazionamenti o, al contrario, fusioni di unità immobiliari;
- modifiche strutturali che comportano la creazione di nuovi spazi, come mezzanini, verande, nuovi bagni.
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Tempi per la presentazione della richiesta
Generalmente, questo documento diventa necessario dopo lavori di ristrutturazione o rinnovamento che modificano sostanzialmente l’immobile. Ma quali sono le scadenze da rispettare?
La dichiarazione deve essere inoltrata entro 30 giorni dalla fine dei lavori. Se ciò non avviene e la richiesta viene presentata in ritardo, è necessario adottare il ravvedimento operoso, attraverso il pagamento di una sanzione.
La multa è proporzionale al ritardo accumulato, in dettaglio:
- fino a 90 giorni di ritardo, 103,20 euro;
- tra i 3 mesi e i 12 mesi, 129 euro;
- oltre i 12 mesi, 147,43 euro;
- oltre i 2 anni, 172 euro.
Quindi, se la modifica catastale viene presentata dopo 20 anni, si dovrà pagare l’importo massimo previsto per la sanzione.
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