Scopri il Primo Hotel Galleggiante al Mondo: La Storia Unica dell’Hotel Haegumgang!

La vasta e variegata storia del primo hotel galleggiante al mondo: ecco tutto ciò che c’è da sapere sull’Hotel Haegumgang.

Nato nel 1988, questo hotel galleggiante ha attraversato gli oceani, nonostante non fosse stato originariamente concepito per tali viaggi.

Inizialmente pensato per restare ancorato vicino alla costa australiana, il suo destino ha preso una svolta inaspettata, portandolo fino alla Corea del Nord, dove ancora oggi si trova. Stiamo parlando dell’Hotel Haegumgang, il primo hotel galleggiante al mondo.


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L’ideatore dell’Hotel Haegumgang

L’idea di un hotel galleggiante venne a Doug Tarca, un subacqueo professionista e imprenditore del Queensland in Australia, con una passione per la barriera corallina che frequentava durante le sue immersioni.

Nel 1983, Tarca creò la società Reef Link con l’obiettivo di portare i turisti in catamarano sulla barriera corallina. Tuttavia, volle creare un luogo dove i turisti potessero pernottare.

Il progetto e il suo costo

Inizialmente, Tarca ancorò alcune vecchie navi da crociera, ma poi decise che sarebbe stato un migliore investimento costruire un hotel galleggiante su misura.

La costruzione iniziò a Singapore nel 1986 e due anni dopo l’hotel era pronto. Il costo fu di 45 milioni di dollari e fu trasportato da una nave per carichi pesanti, facendo il suo primo lungo viaggio per mare.

Il sito prescelto fu il John Brewer Reef, una barriera corallina a forma di ferro da cavallo con acque calme, parte del Great Barrier Reef Marine Park. Sette grandi ancore furono utilizzate per ancorarlo, evitando di danneggiare la barriera.

All’epoca, era anche considerato più ecologico rispetto alle navi da crociera, poiché le acque reflue non venivano scaricate in mare, l’acqua veniva riciclata e i rifiuti trasportati a terra.

Il Barrier Reef Floating Resort

Inaugurato nel 1988, originariamente si chiamava Barrier Reef Floating Resort e rimaneva ancorato al largo delle coste del Queensland, a circa 60 chilometri dalla costa e direttamente sulla barriera corallina.

Oltre a una vista mozzafiato sul mare, gli ospiti potevano godere di gite in barca e immersioni, con l’hotel che offriva quasi 200 camere dotate di:

  • campo da tennis;
  • discoteca;
  • bar e due ristoranti;
  • piscine;
  • biblioteca;
  • un negozio di attrezzature subacquee;
  • un eliporto.

L’hotel poteva ospitare 350 visitatori ed era equipaggiato come una nave da crociera, senza mai approdare in nessun porto. Era possibile raggiungerlo con un breve volo in elicottero o due ore di catamarano. Sembra una fantastica realizzazione.

Il primo hotel galleggiante al mondo

La pubblicità dell’epoca enfatizzava l’unicità di questa immensa struttura su sette piani costruita su una piattaforma galleggiante. Non era destinata a navigare come una nave da crociera, ma a rimanere ancorata sul fondo.

Secondo il progettista, poteva essere ancorata come le piattaforme petrolifere; tuttavia, all’occorrenza, poteva anche spostarsi. Questa capacità di spostamento l’ha salvata, almeno temporaneamente, permettendole di iniziare una nuova vita altrove.

Una posizione sfortunata

A causa della sua posizione esposta a cicloni e mareggiate, l’hotel non ottenne il successo sperato in Australia. Spesso colpito dal maltempo, subì danni significativi che comportavano costi elevati.

Inoltre, il numero di ospiti diminuiva costantemente, poiché, oltre alle immersioni, ai giochi di tennis e ad alcune attività serali, non c’erano molte altre opzioni di svago. Così, alla fine del 1989, dopo poco più di un anno, si decise di spostarlo. Fu venduto e lasciò le sue ancore per trasferirsi altrove.

Il Saigon Floating Hotel

L’hotel galleggiante fu rimorchiato per circa 5000 chilometri verso nord-ovest fino a raggiungere il fiume Saigon, prendendo il nome di Saigon Floating Hotel.

Gli abitanti di Ho Chi Minh, in Vietnam, lo chiamavano semplicemente The Floater. Con la sua imponente struttura divenne rapidamente un elemento familiare del paesaggio locale.

Riscosse un grande successo, anche grazie al boom economico che stava vivendo il Vietnam post-bellico. Fu una destinazione popolare per diversi anni, ma alla fine, inevitabilmente, dovette affrontare le difficoltà economiche del nuovo millennio. Il suo destino divenne di nuovo incerto.

L’Hotel Haegumgang

All’inizio del nuovo millennio, l’hotel fu venduto nuovamente e trasferito nella regione di Kumgangsan (Monte Kumgang), una zona turistica lungo la costa orientale della Corea del Nord. Si trova molto vicino al confine con la Corea del Sud, ma all’epoca ciò non rappresentava un problema.

Erano anni di relativa distensione politica tra le due Coree, e l’hotel offriva un’accoglienza comoda in una zona neutrale (o quasi) per i turisti del luogo. Inizialmente si sperava che la sua presenza potesse stimolare il turismo in Corea del Nord, non solo a livello locale ma anche dalla Corea del Sud. E così fu.

Ulteriori difficoltà

Nei primi anni, l’hotel galleggiante diventò un simbolo della zona turistica di Kumgangsan. Non solo si ergeva in mare facendosi notare da lontano, ma era gestito da una compagnia della Corea del Sud, la Hyundai Asan, che già gestiva diversi resort sulla terraferma e sapeva come promuovere la zona e gli hotel che offriva.

Nonostante l’avanzare degli anni, l’albergo galleggiante era ancora in ottimo stato, con interni ben conservati e curati, lussuosi ma senza eccessi, arredati con gusto. I turisti che arrivavano dall’estero erano spesso accolti qui. Diventò anche il luogo di incontro tra familiari separati dalla divisione delle Coree, con la presenza anche di telecamere.

Nel 2008, un tragico incidente compromise le relazioni tra i due Paesi. Il turismo nella zona fu immediatamente interrotto, e i viaggiatori dalla Corea del Sud non erano più benvenuti. Da allora, la situazione non è migliorata.

Il destino dell’albergo galleggiante

Con la pandemia del 2020, la situazione è rimasta in stallo. Per alcuni anni dopo l’incidente, l’hotel ospitò turisti provenienti dalla Cina, ma poi fu chiuso durante la pandemia, anche se alcuni ritengono che fosse in stato di abbandono già dall’anno precedente.

Da chi ha potuto osservarlo dall’esterno in quegli anni, si è parlato di uno stato di degrado generale e di condizioni non ideali.

Dell’interno, invece, non si hanno notizie certe né immagini che possano confermarne lo stato. Essendo l’accesso alla Corea del Nord estremamente limitato o sorvegliato, al momento non è possibile sapere di più.

I piani di Kim Jong Un

Il leader della Corea del Nord, secondo le notizie di stato diffuse dal Paese, avrebbe visitato l’albergo galleggiante nel 2018, valutando la possibilità di riaprirlo al pubblico.

Contrariamente alle aspettative, Kim Jong Un lo descrisse come troppo datato e poco attraente, ordinandone la demolizione. Se l’ordine sia stato eseguito o meno non è stato comunicato, ma sembra che il destino dell’Hotel Haegumgang sia segnato.

Il futuro dell’albergo galleggiante

Un nuovo acquirente lo salverà? Avrà una nuova vita – attualmente è alla sua terza, dalla sua costruzione – in un altro luogo? Dovrà affrontare un altro viaggio per mare per salvarsi? Oppure la sua storia finirà in modo ignominioso, lasciato a deteriorarsi al largo della costa coreana?

Per ora possiamo solo fare congetture, dalle più realistiche alle più audaci, oppure nutrire qualche speranza di salvezza. Al momento, prevale la decisione del leader nordcoreano di demolirlo.

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