Crisi a Cuba: il regime rischierà il collasso senza dollari?

In Cuba si avverte tensione per il tramonto della dictatura di Nicolas Maduro in Venezuela, che sta accelerando il crollo della valuta sull’isola.

Il Venezuela è collassato e il governo cubano teme di essere il prossimo. Alla proposta del presidente americano Donald Trump di negoziare un accordo su “petrolio e denaro” (“oil and money”), il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez, ha categoricamente rifiutato, puntando il dito contro gli Stati Uniti come principale minaccia alla pace globale. Il presidente Miguel Diaz-Canel ha negato qualsiasi negoziato attivo con Washington e ha dichiarato che l’isola “lotta fino all’ultimo respiro”. Tuttavia, l’economia interna è più debole che mai. Gli economisti di tutto il mondo sono d’accordo nel dire che si trova in una situazione peggiore rispetto al “periodo speciale” degli anni Novanta, durante il quale Cuba perse il sostegno dell’Unione Sovietica, dissoltasi nel 1991.

In quel periodo, la fame divenne così intensa che molti abitanti furono obbligati a nutrirsi di gatti trovati per le strade.

Cuba privata del petrolio venezuelano

Il sostegno di Cuba proveniva soprattutto dal Venezuela di Chavez. Parlando al passato, perché è da un mese che Caracas non è più in grado di inviare petrolio a Cuba. La marina militare statunitense ha instaurato un blocco navale nel Mar dei Caraibi. Fino a metà dicembre, Cuba riceveva circa 26.500 barili al giorno dal suo alleato, quasi un terzo del suo fabbisogno totale. Il resto era fornito da Messico e Colombia, ma a prezzi di mercato. Invece, Maduro forniva l’Avana quasi gratuitamente per l’affinità ideologica con il regime castrista, ricevendo in cambio medici e personale militare. Ma Trump ha interrotto tutto, annunciandolo apertamente sui social: “ZERO petrolio e denaro dal Venezuela” d’ora in poi.

Crollo della valuta

Il 18 dicembre scorso, prima dell’arresto di Maduro, la banca centrale cubana ha deprezzato la valuta di circa il 70% e ha legalizzato i pagamenti in valute estere per affrontare la carenza diffusa di beni.

Nell’ultimo anno, il peso cubano sul mercato nero ha perso più di un quarto del suo valore rispetto al dollaro. Non è un crollo valutario come quello iraniano o venezuelano, ma considerate che in cinque anni la valuta è stata svalutata del 99,8% a seguito della riforma monetaria introdotta nel 2021, che eliminava il CUP convertibile.

Senza petrolio, per quanto tempo ancora l’economia cubana potrà resistere e quali saranno le ripercussioni per la stabilità del regime? Tra le riserve, il petrolio disponibile coprirebbe solo poche settimane. Recentemente, però, il Messico ha inviato un carico di 90.000 barili, che mitigherà la crisi per alcuni giorni. Questo gesto ha provocato l’irritazione della Casa Bianca, che ne ha discusso con la presidente messicana Claudia Sheinbaum, la quale ha negato che l’argomento sia stato trattato nella conversazione telefonica tra i due.

Il regime castrista è al capolinea?

La CIA ha presentato un rapporto a Trump indicando che l’economia cubana è sull’orlo del collasso, senza esprimersi sulla solidità del regime comunista. All’interno del governo, ci sono divisioni tra chi pensa che il regime sia in fase terminale e chi è scettico riguardo a una sua caduta imminente.

I cubani sono stati colpiti dall’azione in Venezuela che ha deposto Maduro. Molti sperano che possa succedere lo stesso a Cuba, anche se questo non significa che accoglierebbero automaticamente interventi stranieri. Le loro condizioni economiche stanno peggiorando. Anche i dollari sono scarsità a causa della crisi del turismo, con un calo del 27% nei primi sette mesi del 2025.

Turisti si tengono lontani dall’isola

I blackout, segno che la rete elettrica obsoleta non riesce più a garantire il servizio anche a causa della carenza di carburante, hanno fatto il giro del mondo e hanno scoraggiato gli stranieri, che evitano di visitare Cuba per timore di trascorrere le vacanze al buio e senza beni di prima necessità. L’offerta di Trump di un accordo, sebbene respinta verbalmente, potrebbe diventare l’ultima speranza per una dittatura in difficoltà. I dettagli dell’accordo non sono chiari al pubblico. Il magnate richiederebbe la fine di qualsiasi relazione economica con regimi ostili agli Stati Uniti in cambio di petrolio a prezzi di mercato e una riduzione delle sanzioni.

Cuba costretta a un umiliante accordo con gli USA?

Da un punto di vista strettamente ideologico, un tale accordo sarebbe umiliante per un’élite gerontocratica che si nutre di slogan e ricordi della vecchia Revolucion del 1959. Guardando alla realtà dei fatti, con la caduta del Venezuela non rimane più alcun vero regime comunista nell’area. La Colombia di Gustavo Petro potrebbe cambiare orientamento politico nei prossimi mesi, e il Messico si concentra più sugli affari con il vicino del Nord che sul supporto a un’isola ancorata al passato. Russia e Cina non interverranno a Cuba, preferendo mantenere buoni rapporti con Trump in altre aree del mondo di maggiore importanza geopolitica ed economica. I castristi sono isolati e, se non vogliono essere sopraffatti dalla rabbia popolare, dovranno negoziare con la tanto odiata Washington.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

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