Unicredit vs Banco BPM: OPS a rischio, scontro aperto e timori di debacle per Orcel!

L’iniziativa di Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) di Unicredit per le azioni di Banco BPM sta causando tensioni tra le due banche, con Orcel che teme un possibile fallimento.

Alla chiusura della giornata di ieri, le sottoscrizioni all’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) promossa da Unicredit per acquisire il 100% delle azioni di Banco BPM si erano fermate a soli 261.830 titoli, rappresentando lo 0,01728% del totale. Un numero insignificante, soprattutto considerando che la possibilità di aderire è stata aperta il 28 aprile scorso. Inoltre, ieri è emerso che Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, ha chiesto alla Consob di interrompere temporaneamente l’offerta a causa delle nuove restrizioni imposte dal governo tramite il “potere d’oro”.

Conflitto sulla sospensione dell’OPS di Banco

Per legge, l’autorità di controllo può interrompere l’OPS su Banco BPM per un periodo di 30 giorni. Tuttavia, questo è un evento estremamente raro.

Giuseppe Castagna, CEO di Banco BPM, si è espresso in modo contrario a tale interruzione, ritenendo che non ci siano le condizioni necessarie per tale richiesta. È noto che si è mostrato contrario all’offerta e gode del supporto del governo, in particolare della Lega e del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

Adesioni molto scarse

Il dilemma per Orcel è che desidera più tempo per negoziare con il governo per mitigare le condizioni imposte, che includono la ritirata dal mercato russo in un breve lasso di tempo, il mantenimento dei livelli di occupazione e dei prestiti, nonché del portafoglio dei titoli di stato italiani. Questo limiterà la libertà operativa e decisionale di Unicredit e potrebbe vanificare i vantaggi dell’integrazione.

Fino a questo momento, Unicredit non sembra disposta a revocare la condizione che le adesioni raggiungano almeno due terzi del capitale. È probabile che entro la scadenza del 23 giugno, estendibile al 30 giugno, il limite minimo venga ridotto al 50% più un’azione.

Tuttavia, a questo ritmo, le adesioni saranno molto lontane da quella percentuale. Tra i principali azionisti di Banco, ricordiamo Credit Agricole (19,804%), Davide Leone and Partners (5,324%) e Norges Bank (2,997%).

Difficoltà anche sul fronte tedesco

Orcel sta incontrando notevoli ostacoli anche in Germania, dove il nuovo governo del cancelliere Friedrich Merz ha mostrato poco sostegno alla sua acquisizione di Commerzbank. Durante un incontro a Roma sabato scorso con la premier Giorgia Meloni, ha esposto la convinzione che Unicredit non dovrebbe aumentare la sua quota oltre l’attuale 30% del capitale. Ma perdere su entrambi i fronti sarebbe un duro colpo per la sua reputazione e per la fiducia del mercato in Unicredit.

È per questo che deve raggiungere un accordo con il governo. Esiste la possibilità di appellarsi al Tar contro il decreto sul “potere d’oro”, ma un confronto diretto con Palazzo Chigi non sarebbe una mossa saggia. Il suo supporto è essenziale anche per le trattative con Berlino. L’OPS su Banco è stata avviata lo scorso autunno, dopo che il governo aveva orchestrato con difficoltà la creazione di un terzo polo bancario coinvolgendo Banco BPM nel capitale di Monte Paschi.

Inoltre, c’è il rischio che questo influenzi la presenza sul territorio di una banca considerata vicina alla Lega, attiva in quella regione del Nord ricca di piccole e medie imprese.

L’OPS su Banco incerta, azioni meno allettanti

Finora il mercato ha respinto l’OPS su Banco, valutandola a un prezzo inferiore rispetto alle quotazioni di borsa. Ora la situazione è cambiata. Ai prezzi attuali, le adesioni includerebbero un premio dello 0,65%. Seppur minimo, non rappresenta più lo sconto delle settimane precedenti. Ciò significa che l’operazione è diventata paradossalmente più probabile o riflette un minore attrattiva speculativa delle azioni di Banco BPM? La spiegazione più logica sarebbe la seconda. Nel frattempo, Unicredit continua a guadagnare valore in borsa, grazie a ottimi risultati trimestrali e a costi ridotti dovuti al rallentamento delle due acquisizioni in corso. Al contrario, le azioni di Banco BPM scendono di 32 centesimi rispetto ai massimi del 12 maggio.

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