Stop al Mercosur: l’Europarlamento si oppone fermamente al commercio globale

Il Parlamento Europeo rallenta l’adozione dell’intesa con il Mercosur, mettendo in luce le problematiche di affidabilità dell’Unione Europea.

Con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astensioni, il Parlamento Europeo ha temporaneamente bloccato l’accordo commerciale siglato il 17 gennaio tra l’Unione Europea e il Mercosur. Gruppi come la Sinistra, i Verdi e alcuni Liberali hanno optato per portare la questione davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, processo che potrebbe protrarsi per anni. Tale decisione ha creato divisioni tra i partiti che appoggiano la Commissione di Ursula von der Leyen. Ad esempio, i membri francesi del gruppo Renew hanno supportato la mozione, al pari dei loro colleghi di altri gruppi. In Italia, Fratelli d’Italia, Forza Italia e il Partito Democratico hanno votato contro la mozione (a favore dell’accordo), mentre la Lega, Alleanza Verdi Sinistra e il Movimento 5 Stelle hanno votato a favore della mozione (contro l’accordo).

L’accordo con il Mercosur si allontana

Il Mercosur rappresenta un’unione doganale che include Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, con paesi associati come Cile, Colombia, Ecuador, Guyana, Panama, Perù e Suriname. Questo patto, insieme all’UE, avrebbe creato un mercato comune di circa 700 milioni di consumatori. Secondo l’accordo, i dazi avrebbero subito una riduzione superiore al 90%. Francia, Polonia, Austria e Ungheria hanno guidato la resistenza, temendo l’ingresso di prodotti agricoli economici e meno controllati. Una preoccupazione influenzata dalle lobby, ma comprensibile.

Un duro colpo alla credibilità dell’UE a livello globale

In dicembre, l’Italia si è unita alla Francia per posporre la ratifica dell’accordo, firmato di recente ad Asuncion, capitale del Paraguay, alla presenza della presidente della Commissione UE. Dopo 25 anni di negoziati, la firma intendeva essere una risposta di Bruxelles alla guerra commerciale iniziata dagli USA sotto Donald Trump, ed un segnale che l’Europa rimane impegnata nel sostegno al libero mercato.

Il voto di Strasburgo si rivela un boomerang per la già fragile credibilità delle istituzioni europee, esponendo la debolezza della Commissione.

Il cancelliere Friedrich Merz ha suggerito che l’accordo con il Mercosur potrebbe essere attuato ufficiosamente, magari con minime modifiche per eludere l’analisi giuridica. Questo richiederebbe il consenso sia dei commissari che di una maggioranza qualificata di due terzi dei membri del Consiglio, ovvero dei capi di stato e di governo. Tuttavia, il problema rimane politico: l’Europarlamento sembra spesso opporsi alla Commissione. Soprattutto, manca una UE capace di trasmettere efficacemente la sua visione del mondo.

L’Europa, un regno di ipocrisia

Come può Bruxelles presentarsi come credibile avversario dei dazi di Trump, se applica agli altri la stessa politica? Il caso Mercosur ha rivelato molte incongruenze, così come in passato era successo con il TAFTA, l’accordo di libero scambio tra USA e UE che non è mai stato ratificato a causa dell’opposizione della Francia. Le istituzioni europee promuovono un’ideologia che non seguono realmente. Sembra un comportamento diffuso, ma ciò non fa altro che sottolineare l’ipocrisia prevalente nel Vecchio Continente, dove l’élite si considera diversa (e superiore) rispetto al resto del mondo.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

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