L’assemblea di Monte dei Paschi di Siena si è chiusa con un risultato che cambia gli scenari della banca e rilancia il dibattito sul controllo del sistema bancario italiano: la lista guidata da Plt ha ottenuto la maggioranza, con il sostegno decisivo di Delfin, consegnando la carica di amministratore delegato a Luigi Lovaglio, tornato alla guida dopo il licenziamento di poche settimane fa. La votazione, segnata dall’ingerenza di grandi investitori esteri e dall’applicazione per la prima volta delle norme del Dl Capitali, avrà effetti immediati sulla governance e sulle strategie di rilancio della banca.
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Esito a sorpresa: Lovaglio torna AD
A sorpresa, la lista Plt ha prevalso con un margine di circa dieci punti percentuali rispetto alla lista sostenuta dal consiglio uscente, che proponeva Fabrizio Palermo come nuovo amministratore delegato. Con il supporto di Delfin, primo azionista, Lovaglio riconquista la poltrona e guiderà anche il nuovo Consiglio di Amministrazione.
La vittoria assume tono incerto fino all’ultimo minuto: nei giorni scorsi si era parlato di un possibile appoggio da parte di BlackRock alla lista di Plt, ipotesi che ha scosso il confronto con i pareri dei proxy advisor e con le strategie degli altri grandi soci.
Chi ha pesato di più nel voto
Il risultato è il frutto di una combinazione di partecipazioni e decisioni singole degli investitori istituzionali. Tra i fattori chiave:
- Delfin (famiglia Del Vecchio) — primo azionista con circa il 17,5% del capitale: il suo sostegno si è rivelato determinante.
- Francesco Gaetano Caltagirone — azionista al 13,5% e promotore della lista del CdA uscente: la sua posizione è stata contrapposta a quella di Delfin.
- BlackRock — la grande società di gestione ha modificato la propria posizione nelle ore precedenti all’assemblea, ruolo che ha influito sulle attese del mercato.
- Norges Bank — il fondo sovrano norvegese ha aggiunto circa il 2,87% ai consensi favorevoli a Lovaglio.
- Banco BPM — con una quota intorno al 3,7% ha lasciato libertà decisionale ai vertici, appoggiando implicitamente la lista del CdA fino a ieri.
- Il Tesoro mantiene una partecipazione residua (circa 4,6%) ma ha scelto di non votare, segnando una distanza dalla gestione diretta della governance in vista della privatizzazione.
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Le nuove regole e la partita per il board
Per la prima volta in Italia l’assemblea ha applicato le norme del Dl Capitali che consentono a tutti gli azionisti di esprimersi anche sui singoli candidati della lista vincente. Questa novità ha reso il voto più fluido e meno vincolato alle logiche delle coalizioni tradizionali, amplificando l’importanza delle preferenze personali e delle scelte degli investitori istituzionali.
La composizione del CdA, pur definita nel suo profilo principale, lascia margini di incertezza su equilibri, alleanze e sui nomi dei consiglieri di minoranza, dal momento che anche chi ha votato per liste perdenti ha contribuito alle preferenze sui singoli candidati.
Numeri chiave della giornata
- Percentuale di voti della lista Plt: vittoria con un margine vicino al 10% sulla lista concorrente.
- Quota di Delfin: 17,5% (primo azionista).
- Quota di Caltagirone: 13,5%.
- BlackRock: posizione di peso, partecipazione intorno al 4,9% dopo adeguamenti recenti.
- Norges Bank: circa 2,87% a favore di Lovaglio.
- Banco BPM: 3,7%, delega decisionale ai vertici.
- Partecipazione stimata all’assemblea: intorno al 70%.
Impatto sul mercato e sulle strategie future
Il titolo MPS ha reagito positivamente alle notizie, avvicinandosi ai 8,20 euro e portando la capitalizzazione attorno ai 25 miliardi. Pur lontano dai massimi di inizio anno, il recupero dai minimi di marzo è stato netto.
La rielezione di Lovaglio indica una preferenza per una linea di continuità operativa dopo la fase di ristrutturazione e privatizzazione: gli azionisti che hanno votato per lui hanno puntato sulla stabilità manageriale e sulla rapidità nell’esecuzione dei piani industriali. Per il governo e per il sistema finanziario italiano la scelta rappresenta un passaggio rilevante: la privatizzazione di MPS conclude una stagione di interventi pubblici e può ridisegnare assetti e leadership nel settore bancario nazionale.
Cosa seguire da oggi
Nei prossimi giorni sarà utile monitorare alcuni elementi concreti:
- la composizione finale del Consiglio e i ruoli chiave attribuiti ai consiglieri;
- le prime mosse strategiche del nuovo AD in materia di governance, piano industriale e rapporti con i maggiori investitori;
- eventuali segnali da parte del mercato e degli investitori istituzionali sul grado di fiducia nella nuova leadership.
Questa votazione segna una tappa importante per MPS: più che una semplice rotazione di poltrone, decide la direzione di marcia della banca in un momento di ritorno all’attenzione internazionale e di riorganizzazione del capitale italiano.
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