Cambio residenza: cosa accade se i vigili non verificano? Scopri ora!

Quando si trasferisce la propria residenza ufficiale, la Polizia Locale può verificare l’autenticità della dichiarazione: ecco cosa accade se non effettuano il controllo.

Traslocare implica non solo il trasporto fisico degli oggetti, ma anche una serie di procedure burocratiche. In particolare, è necessario notificare il cambio di residenza al proprio Comune di appartenenza, che a sua volta ha il diritto di inviare gli agenti per accertare la veridicità di quanto dichiarato.

Ma quali sono i tempi per questi controlli? E cosa avviene se questi non vengono realizzati? Analizziamo dettagliatamente il processo di cambio di residenza e le sue specifiche.

Procedura di cambio di residenza: quali passi seguire

Secondo l’articolo 43 del Codice Civile, la residenza è definita come il luogo dove una persona stabilisce il proprio domicilio abituale. È quindi essenziale notificare qualsiasi cambiamento di residenza quando si sposta in una nuova abitazione o si cambia Comune.

Per comunicare il cambio di residenza, è necessario inviare una notifica al Comune, via raccomandata A/R o PEC, allegando un documento di identità, il codice fiscale, la certificazione dello stato di famiglia e un documento che attesti il nuovo domicilio, come l’atto di proprietà o il contratto di locazione.

Una volta inviata la documentazione, il cittadino ha adempiuto ai suoi obblighi, ma il Comune ha la possibilità di effettuare controlli per confermare che l’individuo risieda effettivamente al nuovo indirizzo.

L’Ufficio Anagrafe registra il cambio di residenza entro 2 giorni dalla richiesta e può mandare la Polizia Locale per verificare la presenza dei dichiaranti, se hanno trasferito la loro residenza principale e per controllare l’esattezza dei dati forniti.

L’obiettivo è identificare possibili dichiarazioni di residenza fittizie, spesso volte a ottenere vantaggi fiscali, come l’esenzione dall’IMU.

Cosa avviene se la Polizia Locale non effettua il controllo?

La Polizia Locale ha precise regolazioni da seguire: dispongono di 45 giorni per effettuare i controlli, senza preavviso sui giorni o gli orari delle visite, e possono visitare fino a 3 volte nel corso dei 45 giorni. Al termine dei controlli, se avvenuti, il cambio di residenza viene confermato e la pratica si considera conclusa.


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Se la Polizia Locale non si presenta per verificare la presenza al nuovo indirizzo, dopo i 45 giorni previsti dalla legge, il cambio di residenza si presume completato con successo. Ciò è supportato dalla norma del silenzio-assenso, come stabilito dal Decreto n. 5 del 2012, convertito nella Legge n. 35/2012.

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