Top 8 delle monete da 2 euro più rare e costose
Classifica aggiornata delle 5 monete da 2 euro più rare e ricercate
L’anno appena concluso ha registrato una crescita straordinaria per il principale indice della borsa italiana, il FTSE MIB, con un incremento del 31,5%. Questo indice ha raggiunto livelli che non si vedevano dal gennaio del 2001, tornando a cifre viste l’ultima volta 25 anni fa. La capitalizzazione di mercato totale della borsa italiana ha superato il traguardo dei 1.000 miliardi di euro, chiudendo il 2025 a 1.042 miliardi di euro, rappresentando il 47,2% del PIL. Questi dati evidenziano la robusta ripresa di Milano, che segue un periodo di quindici anni di declino costante. Dal momento in cui il presidente Sergio Mattarella ha incaricato Giorgia Meloni di formare il governo, le prime 40 società per capitalizzazione hanno visto i loro titoli azionari crescere in media del 110%.
L’impennata di Piazza Affari guidata dalle banche
Il settore bancario è stato il principale motore dell’impennata di Piazza Affari. Nel 2025, questo settore ha visto un aumento del 67%, una crescita ben superiore alla media dell’indice. Le banche milanesi hanno un’importanza maggiore rispetto a molte altre borse internazionali, il che significa che la loro ripresa, stimolata dall’aumento dei tassi di interesse e dai margini di profitto migliorati, ha un impatto più significativo sul mercato azionario locale. Al contrario, dopo la crisi finanziaria del 2008 e l’aumento dei crediti deteriorati, furono proprio le banche a trascinare in basso Piazza Affari.
La performance sorprendente delle azioni bancarie nell’ultimo anno non era stata anticipata; al contrario, molti analisti prevedevano un rallentamento con la normalizzazione delle politiche monetarie. Tuttavia, diversi eventi hanno contraddetto queste previsioni pessimistiche: i tassi nell’Eurozona hanno smesso di diminuire e le banche hanno rapidamente diversificato i loro introiti, aumentando i guadagni derivanti dalle commissioni.
Le numerose offerte pubbliche di acquisto (OPA) lanciate negli ultimi mesi hanno indubbiamente contribuito a dinamizzare ulteriormente il mercato.
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Il successo dei BTp
Un altro elemento chiave che merita una considerazione a parte per il suo impatto positivo sia sull’attrattiva dei titoli bancari sia sull’esplosione di Piazza Affari riguarda i BTp. I titoli di Stato italiani non erano stati così popolari da decenni. Lo spread con i Bund tedeschi è sceso a 65 punti base, il minimo dal 2009. Solo un anno fa, lo spread era ancora superiore a 115 punti. Questo restringimento dello spread segnala una percezione ridotta del rischio sovrano sui mercati, e anche i CDS a 5 anni sono scesi sotto i livelli di quelli francesi nelle ultime settimane.
Considerando l’alta esposizione delle banche italiane verso i titoli di stato, la rivalutazione di questi ultimi ha ulteriormente stimolato gli investimenti azionari e ha favorito la crescita di Piazza Affari. Anche il contesto internazionale, con la stabilità politica e il risanamento dei conti pubblici in Italia, ha contribuito a rafforzare l’immagine del sistema Paese all’estero, a differenza di altri Paesi dove regnano caos e deficit in aumento.
Valutazioni ancora relativamente contenute
Nonostante i recenti successi, Piazza Affari è ancora considerata sottovalutata rispetto ad altri mercati internazionali. Il rapporto prezzo/utili (P/E), che indica la capacità di una borsa di attrarre capitali, è attualmente di 13,47 a Milano, contro il 13,75 in Spagna, 18,43 in Germania, 19,07 in Francia, 19,71 nel Regno Unito e 26,55 negli Stati Uniti.
Questo suggerisce da un lato che persiste una certa riluttanza riguardo alle prospettive di crescita e profitto delle aziende italiane, ma dall’altro indica anche un potenziale per un ulteriore apprezzamento dei titoli quotati.
Le prospettive di crescita per Piazza Affari
Se Piazza Affari dovesse allinearsi al rapporto P/E medio delle altre principali borse europee, ci sarebbe spazio per una crescita fino al 40% delle sue quotazioni. Guardando alle valutazioni medie degli ultimi 20 anni, si nota che la borsa italiana si è solo parzialmente avvicinata agli altri grandi mercati europei. Oggi, questi ultimi sono considerati al limite della sovravalutazione, mentre a Milano le azioni restano relativamente convenienti, sebbene più costose rispetto al passato. In futuro, un fattore determinante potrebbe essere la crescita economica, che continua a essere bassa o nulla in Italia come in Francia e Germania.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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