Bitcoin: Ecco le 3 ragioni per cui non sei ancora diventato ricco!

Bitcoin ha generato profitti straordinari dal suo debutto nel 2009, sebbene pochi abbiano realmente capitalizzato questa opportunità.

Il valore del Bitcoin ha raggiunto i 120.000 dollari, stabilendo un nuovo record. Questa criptovaluta, un tempo appannaggio di pochi appassionati, è stata praticamente ignota fino a qualche anno fa. Pensare che nel 2011 il suo prezzo era solo di 1 dollaro. Nel maggio 2010, 10.000 Bitcoin venivano scambiati per due pizze del valore di 40 dollari, con un valore di soli 0,004 dollari per Bitcoin. Coloro che hanno avuto in possesso anche un modesto numero di Bitcoin possono oggi dichiarare di aver accumulato una fortuna spendendo quasi niente. Con meno di dieci euro investiti meno di quindici anni fa, oggi si potrebbe possedere un patrimonio di milioni di euro nel proprio portafoglio digitale.

Dubbi iniziali sul Bitcoin

Sono stati davvero pochi a beneficiare di questa crescita. A parte i miners, coloro che generano Bitcoin risolvendo complicati calcoli matematici, quasi nessuno ha mantenuto Bitcoin nel proprio portafoglio per tanto tempo. Ci sono tre principali motivi per cui arricchirsi con Bitcoin è stato un evento così raro.

Il primo è lo scetticismo. Quanti hanno creduto nei Bitcoin quando erano poco conosciuti? Le perplessità erano molte e la fiducia scarsa. Si trattava di un asset nuovo, privo di un passato storico e difficile da comprendere. Questo ha rappresentato un primo ostacolo per gli investimenti quando il prezzo era ancora molto basso. Anche spendere una piccola somma era visto come un inutile spreco di denaro, paragonabile all’acquisto di un biglietto della lotteria.

Impazienza degli investitori

Superate le barriere iniziali di pregiudizio e sfiducia, quanti avrebbero mantenuto i Bitcoin fino ad oggi? Immaginiamo di averli acquistati a circa 100 euro.

Nel migliore dei casi, non appena il loro valore fosse aumentato a 200-300 euro, molti avrebbero venduto, ottenendo un profitto del 100-200%. Di solito, gli investitori tendono a uscire dal mercato con guadagni anche minori. Questa tendenza ha impedito di realizzare guadagni enormi, nell’ordine del 26.000% in meno di un decennio.

Inoltre, il boom del Bitcoin non è stato affatto lineare. Per esempio, tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, il prezzo crollò di oltre due terzi, per poi tornare ai livelli massimi solo alla fine del 2020. E tra novembre 2021 e inizio 2023, ci fu un altro crollo del 75%. Ci sono stati momenti in cui alcuni hanno predetto la fine della criptovaluta, per poi essere smentiti poco dopo. È probabile che molti, avendo superato lo scetticismo e l’impazienza, abbiano comunque investito somme limitate per minimizzare le perdite in caso di insuccesso.

Necessità di liquidità

Infine, c’è la necessità di liquidità che impedisce alle persone di allocare grandi somme in investimenti a lungo termine e percepiti come ad alto rischio. Anche l’oro, che negli ultimi vent’anni ha avuto un rendimento del 600% in euro, difficilmente è stato mantenuto come investimento per un periodo così esteso.

Essendo un asset che non produce rendite periodiche, è necessario rivenderlo a un prezzo superiore per realizzare un guadagno. E, ovviamente, non si possono usare i profitti virtuali per fare la spesa.

La difficoltà di arricchirsi con Bitcoin o altri asset

In conclusione, ci sono tre ragioni principali per cui è molto probabile che tu non faccia parte di coloro che si sono arricchiti con Bitcoin o altri investimenti simili. Lo scetticismo rappresenta una barriera iniziale che impedisce di investire in asset con alto potenziale ma sconosciuti. L’impazienza di realizzare i guadagni limita questi ultimi, riducendo il periodo di investimento. Infine, la necessità di liquidità riduce le risorse disponibili per impieghi a lungo termine e più rischiosi.

 

 

 

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