Negli ultimi mesi in Italia si è registrato un aumento dei casi di “truffa della mule bancaria”: ignari correntisti vedono accreditarsi bonifici sospetti sui propri conti e, a seguito di messaggi ingannevoli, vengono invitati a restituirli, diventando involontari complici di operazioni di riciclaggio.
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Come funziona la truffa della mule bancaria
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Accredito iniziale
Un importo – spesso di entità modesta (100-500 €) – viene versato sul conto della vittima. -
Richiesta di restituzione
Il truffatore, fingendosi assistente di banca o forze dell’ordine, contatta l’utente parlando di un errore tecnico o di un’indagine, chiedendo di riversare immediatamente la somma su un altro conto. -
Pulizia del denaro
In questo modo i criminali cancellano la traccia del denaro illecito, mentre la vittima, credendo di agire correttamente, finisce per agevolare il money mule.
Chi sono le vittime e come vengono reclutate
Le truffe prendono di mira soprattutto soggetti vulnerabili: pensionati poco avvezzi al digitale, disoccupati in cerca di guadagni facili o persone anziane con scarsa alfabetizzazione informatica. I criminali sfruttano canali come social network, messaggi istantanei o telefonate, proponendo falsi impieghi da remoto con la promessa di una “commissione sicura”.
Statistiche e impatto
Nel 2025 l’Operazione EMMA 8, promossa dalla Polizia Postale in collaborazione con Europol e 24 paesi europei, ha identificato numerosi mule bancarie e prevenuto frodi per circa 5,3 milioni di euro solo in Italia. A livello internazionale, sono stati bloccati oltre 4.000 movimenti fraudolenti, evitando perdite per milioni di euro e individuando migliaia di mule del denaro.
Cosa dice l’esperto
“I proventi di queste operazioni vengono, nella maggior parte dei casi, dirottati verso conti esteri, spesso localizzati in Paesi dell’Europa dell’Est o extra UE”, spiega Giuseppe Principato, counsel del team Regulatory Investigations di Clifford Chance. Questa dinamica sottolinea l’importanza di una cooperazione transnazionale e di strumenti di monitoraggio sempre più avanzati.
Consigli pratici per difendersi
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Contatto bancario immediato: in caso di accrediti inattesi, non effettuate alcun bonifico e chiamate subito la vostra filiale per verificare la legittimità dell’operazione.
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Doppia verifica: richiedete sempre una conferma scritta o telefonica del motivo del trasferimento, utilizzando canali ufficiali.
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Aggiornamento degli strumenti: installate antivirus e antispam, attivate l’autenticazione a due fattori sulle vostre app bancarie e tenete aggiornati i sistemi operativi.
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Formazione personale: informatevi sulle tecniche di phishing e truffa bancaria, partecipando a webinar o corsi di sicurezza organizzati da istituti di credito e associazioni di consumatori.
Con una buona dose di prudenza, qualche controllo in più e l’adozione di pratiche di sicurezza informatica, è possibile neutralizzare questa forma di frode e tutelare i propri risparmi.
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