Cos’è l’IMU e chi è tenuto al pagamento
L’IMU, acronimo di Imposta Municipale Unica, è un tributo che ha preso il posto dell’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) e che deve essere corrisposto dai proprietari di diverse categorie di immobili al proprio Comune di appartenenza. Questi includono:
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- immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
- aree edificabili;
- terreni agricoli;
- edifici non utilizzati come abitazione principale.
Termini di pagamento dell’IMU
I contribuenti possono optare per effettuare il pagamento dell’IMU in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ogni anno, oppure possono scegliere di dividere il pagamento in due rate: un acconto da versare entro il 16 giugno e il saldo da pagare entro il 16 dicembre.
Le aliquote IMU sono determinate da ciascun Comune. A partire dal 2025, queste aliquote dovranno essere approvate entro il 28 febbraio di ogni anno. Per calcolare l’importo dovuto, è necessario considerare la tipologia dell’immobile, la rendita catastale e il coefficiente catastale applicabile.
La prescrizione dell’IMU
Come già menzionato, il periodo di prescrizione per l’IMU è generalmente di 5 anni, periodo dopo il quale non è più possibile per il Comune richiedere il pagamento. Tuttavia, è importante sapere che questo periodo di prescrizione si resetta a ogni nuovo avviso di accertamento ricevuto dal Comune. Pertanto, i 5 anni possono estendersi a seconda della frequenza con cui il Comune emette tali avvisi. La prescrizione riguarda specificamente la cartella esattoriale: se non viene inviato alcun sollecito entro questo periodo, il Comune non può più richiedere il pagamento.
Conseguenze del mancato pagamento dell’IMU
Se l’IMU non viene pagata nei termini stabiliti, il contribuente riceverà un avviso di accertamento esecutivo, che è una notifica via raccomandata di una cartella di pagamento. Questo documento richiede il pagamento dell’importo omesso.
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In seguito a ciò, il contribuente dovrebbe controllare la data di invio della cartella esattoriale per calcolare correttamente il periodo di prescrizione. Se si ritiene che la richiesta di pagamento non sia giustificata, è possibile richiedere la sospensione del pagamento entro 60 giorni dalla ricezione della cartella, permettendo così all’ente creditore di effettuare le dovute verifiche.
In caso di ritardi nei pagamenti, è inoltre possibile optare per il ravvedimento operoso, una procedura che permette di regolarizzare la propria posizione tributaria, generalmente con l’applicazione di sanzioni ridotte.
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