Emissioni gas serra Ue risalgono: +1,1% tra luglio e settembre 2025, allarme per gli obiettivi

Nel terzo trimestre del 2025 l’Unione europea ha registrato un aumento delle emissioni di gas serra mentre l’economia continua a crescere: una dinamica che solleva dubbi sulla rapidità con cui l’UE sta riducendo il suo impatto climatico. I dati pubblicati da Eurostat mostrano numeri contrastanti che hanno effetti concreti su policy energetiche, prezzi e obiettivi climatici.

I dati essenziali

Secondo le stime trimestrali corrette per gli effetti stagionali, le emissioni complessive dell’economia dell’UE nel Q3 2025 sono state pari a 828 milioni di tonnellate di CO₂‑eq, con un aumento dell’1,1% rispetto al trimestre precedente. Nel medesimo periodo il PIL dell’Unione è salito dello 0,4% rispetto al Q2 2025.

  • Emissioni (Q3 2025): 828 milioni di tonnellate di CO₂‑eq (consuntivo stagionale).
  • Variazione trimestrale emissioni: +1,1% rispetto al Q2 2025.
  • Variazione annuale emissioni: sostanzialmente stabile rispetto al Q3 2024.
  • PIL (Q3 2025): +0,4% trimestre su trimestre; +1,6% su base annua.

Quali settori hanno spinto le emissioni?

La crescita è stata trainata in particolare dalla componente domestica e dall’industria. Le famiglie hanno aumentato le loro emissioni di circa il 3,6%, mentre il settore manifatturiero è salito dell’1,4%. Al contrario, la fornitura di energia — ovvero il comparto elettricità, gas, vapore e aria condizionata — ha registrato una flessione dello 0,8%.

Queste differenze suggeriscono che il calo delle emissioni nel settore energetico non è ancora sufficiente a compensare l’aumento legato ai consumi e alla produzione industriale.

Andamento per paese

Tra i 27 Stati membri, 17 hanno visto aumentare le emissioni rispetto al trimestre precedente, mentre 10 le hanno ridotte. Le riduzioni più marcate sono state stimate per paesi specifici.

  • Estonia: -17,4%
  • Slovenia: -5,7%
  • Cipro: -5,2%

In quasi tutti i paesi che hanno abbassato le emissioni il PIL non ha registrato contrazioni: l’eccezione segnalata è la Lituania, dove la diminuzione delle emissioni è coincisa anche con un calo del prodotto interno lordo.

Perché questo aggiornamento conta oggi

Il rapporto tra crescita economica e emissioni resta centrale per la strategia climatica europea. Il fatto che le emissioni risultino sostanzialmente invariate su base annua, nonostante l’espansione del PIL, indica che la transizione verso un’economia a basse emissioni non è ancora consolidata.

Per i decisori pubblici e i mercati questi dati hanno implicazioni immediate: influiscono su priorità di investimento nell’energia pulita, sulle politiche di efficienza e sui possibili aggiustamenti delle misure di sostegno ai consumatori. Per i cittadini, l’aumento legato alle famiglie sottolinea come comportamenti di consumo e spesa energetica rimangano leve importanti per ridurre l’impronta climatica complessiva.

I numeri qui riportati si basano sulle stime trimestrali pubblicate oggi da Eurostat, che integra i dati sulle emissioni con indicatori economici come PIL e occupazione per offrire una fotografia aggiornata dell’andamento ambientale ed economico dell’UE.

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