Compravendite casa in calo nel II trimestre 2025: -2,3% ma +4,1% su base annua secondo Istat

L’Istat ha aggiornato i numeri sul mercato immobiliare: nel II trimestre 2025 sono state registrate 255.639 convenzioni notarili per trasferimenti immobiliari, un andamento che mette insieme una flessione trimestrale e un aumento su scala annua. Questi dati sono significativi perché fotografano contemporaneamente una breve battuta d’arresto e una crescita che può influenzare prezzi, offerta e domanda di mutui nel resto dell’anno.

Risultati principali

Nel confronto con il trimestre precedente l’Istat segnala una diminuzione destagionalizzata del -2,3%, mentre il dato grezzo su base annua mostra una crescita del +4,1%. La maggior parte delle scritture notarili riguarda il settore residenziale: il 94,1% delle convenzioni (pari a 240.455) si riferisce a immobili a uso abitativo; il restante è suddiviso tra immobili a uso economico (14.345, 5,6%) e usi speciali o multiproprietà (839, 0,3%).

Nel complesso, quindi, il mercato presenta due segnali contrastanti: un calo temporaneo su base trimestrale e un rafforzamento rispetto a un anno fa, elemento che vale sia per compravendite sia, in misura marcata, per le operazioni con ipoteca.

Compravendite per area geografica

La dinamica congiunturale del settore abitativo è negativa in tutte le ripartizioni territoriali analizzate dall’Istat:

Per il comparto economico la variazione congiunturale è più eterogenea: cali marcati al Sud (-6,1%) e nel Nord‑ovest (-5,0%), aumenti nel Nord‑est (+5,7%) e al Centro (+2,8%) e sostanziale stabilità nelle Isole (+0,2%).

Confronto su base annua (II trim. 2024 vs II trim. 2025)

Sul fronte annuale il quadro è generalmente positivo per il residenziale: le transazioni aumentano del +4,5% nel comparto abitativo, mentre il settore economico segna un lieve calo del -0,6%.

Distribuzione territoriale del cambiamento annuale:

  • Comparto abitativo: crescita nel Nord‑ovest (+7,6%), nelle Isole (+6,5%), nel Nord‑est (+5,6%) e al Sud (+4,2%); diminuzione al Centro (-3,3%).
  • Comparto economico: in calo al Centro (-4,3%), nel Nord‑ovest (-2,9%) e al Sud (-0,7%); in aumento nel Nord‑est (+4,4%) e nelle Isole (+3,4%).

All’interno del residenziale l’espansione interessa sia i piccoli centri (+6,8%) sia le aree urbane più grandi (+1,4%). Nel settore economico si registrano invece riduzioni nei grandi centri (-2,9%) e un lieve incremento nei piccoli (+0,9%).

Mutui e ipoteche

Le convenzioni notarili con costituzione di ipoteca (mutui, finanziamenti e altre obbligazioni) sono state 100.717 nel II trimestre 2025. Rispetto al trimestre precedente si osserva una flessione destagionalizzata dell’1,2%, ma il confronto tendenziale segna un robusto +18,1% su base grezza.

Sul piano territoriale la contrazione congiunturale dei mutui interessa soprattutto Nord‑ovest (-3,8%), Sud (-1,4%), Isole (-1,1%) e Nord‑est (-0,6%), mentre il Centro mostra un aumento (+3,9%). Su base annua, invece, la crescita dei mutui è generalizzata e particolarmente pronunciata nelle Isole (+21,4%) e nel Sud (+20,6%).

Primo semestre 2025: bilancio parziale

Nel complesso dei primi sei mesi del 2025 sono state registrate 484.262 convenzioni notarili di compravendita, con una crescita del +6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il settore abitativo segna un +6,8%, mentre l’economico è leggermente in calo (-0,6%). Le convenzioni legate ai mutui, con 189.537 atti, aumentano del +24,0%.

La lettura dell’Istat e le possibili implicazioni

L’Istituto nazionale di statistica sottolinea che il secondo trimestre 2025 chiude il primo semestre con volumi in aumento su base annua, pur interrompendo la sequenza di crescita congiunturale che aveva caratterizzato la fine del 2024 e l’inizio del 2025. In altre parole, il dato destagionalizzato mostra una pausa dopo tre trimestri consecutivi di crescita.

Per i lettori — potenziali acquirenti, venditori, operatori immobiliari e chi valuta un mutuo — i numeri implicano due elementi da monitorare: da un lato la tenuta della domanda su base annua, che sostiene prezzi e transazioni; dall’altro la flessione congiunturale e la variabilità territoriale, che possono tradursi in scelte più caute da parte di chi deve comprare o chiedere un finanziamento.

Nel prossimo semestre sarà utile osservare come evolveranno i tassi di interesse, l’offerta di credito e le dinamiche locali, elementi che insieme daranno un quadro più completo della direzione del mercato immobiliare italiano.

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