La sterlina e i titoli di Stato britannici sono sotto pressione dopo le notizie secondo cui il sindaco di Greater Manchester, Andy Burnham, potrebbe sfidare il leader laburista in carica. Le oscillazioni dei mercati riflettono l’impatto immediato che una possibile svolta interna al Labour avrebbe su tassi, inflazione e conti pubblici.
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La moneta britannica è scesa verso 1,34 dollari, toccando il minimo delle ultime cinque settimane, mentre i rendimenti dei Gilt hanno segnato rialzi significativi. In particolare il decennale ha raggiunto il 5,15% — il picco non visto dal luglio 2008 — e il titolo a 30 anni è salito fino al 5,81%, livello che mancava dal maggio 1998.
Cosa sta cambiando nel Labour
La mossa politica che ha scatenato i nervosismi di mercato nasce dall’intenzione dell’onorevole Josh Simons, eletto a Makerfield nel Greater Manchester, di dimettersi per lasciare lo scranno a Burnham. La strategia è chiara: far entrare il sindaco in Parlamento tramite un’elezione suppletiva, condizione necessaria secondo lo statuto del partito per partecipare alle primarie.
Non è la prima volta che Burnham tenta la via di Westminster: a gennaio il suo tentativo di candidarsi in un’altra circoscrizione era stato bloccato dal Comitato Nazionale del Labour. Ora la partita si riapre, con fratture evidenti all’interno del partito e figure centriste che potrebbero schierarsi al suo fianco.
Wes Streeting, ex ministro della Salute, ha ritirato la propria candidatura per mancanza di supporto e, pur venendo dalla corrente centrista, viene dato come possibile sostenitore di Burnham per ragioni anti-Starmer.
Perché i mercati reagiscono così
Gli investitori interpretano la possibile avanzata di Burnham come un segnale di spostamento verso politiche più interventiste. Il suo programma prevede maggiori spese sociali e finanziamenti che potrebbero tradursi in un aumento del deficit pubblico, accompagnato da un possibile inasprimento fiscale sui redditi e patrimoni più alti.
In pratica, i mercati stanno prezzando il rischio di una politica fiscale più espansiva: rendimenti in salita per compensare il rischio sovrano e valuta più debole per riflettere prospettive di pressione inflazionistica e maggior fabbisogno di finanziamento.
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- Movimenti di mercato: sterlina a 1,34 vs USD; decennale Gilt al 5,15%; trentennale al 5,81%.
- Tempistica politica: servono circa sei settimane per indire un’elezione suppletiva: Burnham potrebbe entrare in Parlamento a luglio.
- Implicazioni pratiche: maggiori tassi sui titoli di Stato, possibile aumento dei costi dei mutui e pressione sui bilanci pubblici.
Le conseguenze non sono immediate ma significative: se il Labour cambiasse orientamento, il Regno Unito potrebbe affrontare un periodo di volatilità finanziaria accompagnato da scelte di politica economica divergenti rispetto alle attese degli investitori.
Un contesto locale che complica il quadro
Il sostegno popolare a Burnham non è scontato. Alle ultime amministrative nella sua area il successo è andato a Reform UK, che ha ottenuto il 50,4% contro il 22,7% dei laburisti in alcuni consigli locali; segnale di un elettorato frammentato e di rischi politici concreti.
La presenza di Nigel Farage sulla scena non è irrilevante: il suo obiettivo politico sarebbe, in caso di successo, quello di indebolire ulteriormente il Labour, trasformando la sfida in una partita ad alto rischio per chiunque tenti una riorganizzazione interna.
Tra i deputati laburisti cresce la percezione che l’attuale leader possa essere vista come responsabile del calo di consensi, rendendo difficile per Starmer blindare la propria posizione senza azioni che convincano la maggioranza del gruppo parlamentare.
Il rischio di ripetere gli errori del passato
I mercati ricordano il cosiddetto “Truss effect” dell’autunno 2022: quando politiche fiscali percepite come avventate provocarono una forte reazione nei rendimenti e nella valuta. Gli operatori oggi chiedono un premio maggiore per finanziare qualsiasi nuovo programma che possa ampliare il debito.
Una possibile fuga di capitali nelle settimane antecedenti a una vittoria di Burnham trasformerebbe la sua stessa ascesa in un argomento di peso per i deputati esitanti, offrendo a Starmer un motivo pratico per convincere i colleghi a non cambiare guida di fronte al rischio di instabilità finanziaria.
Per ora la partita è aperta e la data chiave da monitorare è l’eventuale elezione suppletiva di luglio. Nei prossimi giorni gli sviluppi interni al Labour e le reazioni dei mercati determineranno se il Regno Unito si muoverà verso una nuova direzione politica — e con quali costi per economia e risparmiatori.
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