Natale e cinema: perché la nostalgia trasforma i film in oro!

I classici natalizi in televisione: una strategia di “economia della nostalgia” con effetti positivi.

Durante il periodo natalizio in Italia è tradizione trovare in televisione titoli come Una poltrona per due, Mamma ho perso l’aereo, Miracolo sulla 34-esima strada e Vacanze di Natale. Sembra che ogni anno le reti televisive non cercano alternative nuove e interessanti, ma in realtà questa ripetizione è frutto di una strategia ben studiata, denominata “economia della nostalgia”. Questa scelta non è dettata dalla pigrizia, ma da una precisa analisi di mercato: le famiglie si riuniscono e preferiscono contenuti familiari, evitando le novità durante le festività.

La tradizione prevale sulla ricerca dell’innovazione.

L’effetto nostalgia: una formula di successo per i film natalizi

Trasmettere film natalizi realizzati anni fa è una mossa economica vantaggiosa. Questi film hanno ammortizzato i costi da tempo e i diritti di trasmissione costano poco. Questo comporta un pubblico assicurato e maggior interesse da parte degli inserzionisti per questi spazi pubblicitari considerati sicuri. È importante ricordare che, come nel mercato finanziario, alla fine dell’anno l’obiettivo non è superare le aspettative, ma consolidare i guadagni ottenuti.

Questa tendenza è rafforzata dalla presenza delle piattaforme di streaming, che competono con le televisioni tradizionali offrendo novità, assumendosi però rischi e costi maggiori. Le reti televisive, durante le festività, preferiscono massimizzare i profitti dai contenuti che già possiedono, posizionando la nostalgia come un valore sicuro contro l’innovazione.

Risultati elevati e costi ridotti

Le statistiche dimostrano che gli ascolti dei film classici superano spesso quelli dei nuovi lanci. Le trasmissioni ripetute raggiungono un share medio del 15-25%. Per emittenti come Rai e Mediaset, questo significa milioni di spettatori stabili senza necessità di novità. Ad esempio, Una poltrona per due ancora oggi attira 2-3 milioni di spettatori, con uno share che può toccare il 20%, nonostante siano passati più di 40 anni dalla sua uscita.

Per quanto riguarda Mamma ho perso l’aereo, realizzato nel 1990 con un incasso di 476 milioni di dollari e un budget di soli 18 milioni, il 2 gennaio di quest’anno ha ottenuto il 12% di share con 2.168.000 spettatori su Italia Uno. Si stima che ogni trasmissione in prima serata possa generare oltre un milione di euro di ricavi, a fronte di costi molto contenuti.

Consolidare il pubblico senza rischi

La strategia di riproporre i classici non è limitata all’Italia, ma è comune anche in altri paesi come il Regno Unito e la Spagna. Le emittenti hanno capito che questa tattica aiuta a mantenere fedele il pubblico e a tenere alto lo share in un periodo in cui gli investimenti pubblicitari sono al loro apice.

In novembre e dicembre, il picco di spesa pubblicitaria può raggiungere il 15-20% dell’intero anno, con gli inserzionisti pronti a investire budget extra per le festività.

La strategia prevalente in queste settimane è quindi la prevedibilità. È essenziale mantenere il pubblico esistente senza introduzione di novità. Per i produttori, i benefici sono evidenti: hanno sostenuto i costi molto tempo fa e ora riescono a monetizzare contenuti che altrimenti non avrebbero più valore economico. Questo permette anche di rivalutare interi cataloghi, oltre a generare entrate da gadget, merchandising e addirittura dal turismo legato a certi film natalizi. L’economia della nostalgia quindi non solo vive sugli schermi, ma si estende creando valore economico in vari settori.

I film natalizi come conforto in tempi incerti

Le grandi emittenti come Rai e Mediaset hanno un vantaggio significativo, avendo acquisito i diritti di molti contenuti storici e avendo costruito nel tempo una sorta di “memoria condivisa”. Questo loro permette di sfruttare questi asset per continuare a generare introiti dai vecchi film natalizi.

Infine, l’economia della nostalgia offre anche benefici macroeconomici, mitigando le ansie causate da inflazione, guerre e instabilità politica. Ha effetti rassicuranti sulle famiglie, influenzando le loro decisioni di consumo e investimento. I film natalizi diventano così un rifugio emotivo da un presente spesso percepito come complicato e preoccupante.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

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