Il megayacht che promette di essere zero emissioni: un’operazione di greenwashing?

Nel cuore industriale di Brema, in Germania, la Lürssen Yachts — nota per costruire sia imbarcazioni militari che yacht di lusso — ha svelato un progetto ambizioso: un megayacht da 114 metri alimentato esclusivamente a metanolo, presentato come a “zero emissioni”. Il varo è previsto per il 2025 e il proprietario non è un nome qualsiasi: si tratta del miliardario giapponese Yusaku Maezawa, già noto per le sue escursioni spaziali con SpaceX e per la missione alla ISS nel 2021.

Ma dietro a una promessa così rivoluzionaria si cela davvero una svolta per l’ambiente, o si tratta piuttosto di un sofisticato caso di greenwashing di lusso?

L’innovazione: un sistema a celle che genera idrogeno dal metanolo

Il progetto, battezzato “Project Cosmos”, si distingue da altri yacht ecologici per l’adozione di una tecnologia che punta sul metanolo invece dell’idrogeno liquido. Il motivo è semplice: il metanolo è più facile da stoccare, trasportare e maneggiare, e la cella a combustibile di bordo è in grado di estrarne l’idrogeno direttamente per generare elettricità.

Questo elimina la necessità di trasportare a bordo serbatoi ingombranti e potenzialmente instabili di idrogeno puro, aumentando così anche la sicurezza dell’imbarcazione.

Un cantiere iniziato tre anni fa, ma ancora in fase tecnica

La costruzione del megayacht è iniziata nel 2021, ma solo di recente si è svolto il primo test tecnico di galleggiamento. Il varo vero e proprio è previsto per il 2025, e molti dettagli restano ancora riservati. Non è chiaro, ad esempio, quale sia la funzione di una grande cavità nella struttura — alcuni ipotizzano possa ospitare un tender elettrico dedicato.

Il design è curato da Marc Newson, già noto per aver firmato il celebre yacht di Roman Abramovich e il design dell’Apple Watch. Un ulteriore elemento che conferisce al progetto un forte appeal estetico e mediatico.

Emissioni azzerate… ma solo per 1.600 km

Secondo i dati forniti, il Project Cosmos sarà in grado di percorrere circa 1.000 miglia nautiche (1.609 km) a velocità moderata oppure rimanere ormeggiato per due settimane senza generare emissioni di carbonio.

Un dettaglio da sottolineare è che il metanolo utilizzato dovrà essere di origine rinnovabile per garantire la neutralità climatica. In caso contrario, le emissioni sarebbero solo “delocalizzate” nella fase di produzione, vanificando parte dei benefici ambientali dichiarati.

Mini-box: Cos’è il metanolo verde?

Il metanolo può essere prodotto in modo sostenibile da CO₂ catturata e idrogeno verde. Questo “e-metanolo” è considerato un combustibile alternativo a basse emissioni, ma la sua produzione è ancora costosa e limitata su scala industriale.

Tra lusso e sostenibilità: è possibile un equilibrio?

Il paradosso è evidente: un’imbarcazione da centinaia di milioni di euro, destinata a una sola persona o a pochi ospiti, può davvero essere definita “ecologica”? Il suo solo processo di costruzione richiede enormi quantità di materiali e risorse, senza contare la filiera di supporto necessaria per il funzionamento e la manutenzione.

In un’epoca in cui le emissioni del trasporto marittimo sono sotto osservazione, l’esistenza stessa di megayacht come questo solleva interrogativi etici. Se da un lato è vero che ogni innovazione tecnologica può essere una leva per il cambiamento, dall’altro c’è il rischio che questi progetti servano più a ripulire l’immagine dei super-ricchi che a contribuire concretamente alla transizione ecologica.

Conclusione: più simbolo che rivoluzione

Il Project Cosmos rappresenta un passo interessante sul piano tecnologico e ingegneristico. Tuttavia, resta da capire se questo tipo di “yacht verde” sarà un modello replicabile su scala industriale oppure soltanto un’operazione di marketing travestita da sostenibilità. In un mondo alle prese con crisi climatiche e ineguaglianze crescenti, la domanda è lecita: possiamo davvero parlare di progresso ambientale se resta riservato a pochi privilegiati?

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