Cina contro Europa: inizia il dirottamento massivo di merci sul nostro continente!

La Cina inonda il mercato europeo con i suoi prodotti per sostituire gli Stati Uniti a seguito delle tariffe imposte da Trump. Record nella bilancia commerciale.

Per comprendere il disordine attuale in Europa, bastano le recenti dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron, che ha sollevato preoccupazioni riguardo l’ondata di prodotti cinesi che sta investendo il continente. Ha sottolineato la necessità di una risposta decisa da parte dell’Unione Europea. Questa situazione si fa ancora più complessa considerando che Macron è appena rientrato da un viaggio a Pechino, dove ha incontrato Xi Jinping per discutere accordi commerciali e cercare appoggio sulla questione ucraina, in contrapposizione alla proposta di pace degli Stati Uniti.

La marea di prodotti cinesi rappresenta un problema per l’UE

È interessante immaginare cosa possa aver pensato Xi Jinping leggendo queste dichiarazioni di sfida, specialmente dopo che il governo olandese si è recentemente arreso all’embargo cinese sui chip destinati all’Europa.

Il governo è stato costretto a un imbarazzante passo indietro riguardo Nexperia, temendo una carenza di componenti essenziali per la produzione di vari beni, dalle automobili ai pannelli solari, fino a medicinali e dispositivi medici.

Le merci cinesi stanno realmente invadendo l’UE e il resto del mondo. Tra gennaio e novembre, le esportazioni nette della Cina hanno superato per la prima volta i 1.000 miliardi di dollari. Questo è un record mondiale, con esattezza 1.076 miliardi rispetto agli 887,42 miliardi degli stessi mesi del 2024, un aumento del 21%. Dopo l’introduzione dei dazi da parte dell’amministrazione Trump all’inizio di aprile, le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono diminuite del quasi 40%, ammontando a poco meno di 90 miliardi di dollari.

Deviazione in UE di metà del deficit ridotto con gli USA

In UE la situazione è differente. Da aprile a settembre, il saldo è stato positivo di oltre 179 miliardi di euro, circa 22,5 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Invece, il saldo con gli USA è stato positivo per 74,6 miliardi di dollari, ma in calo dai 124,39 miliardi dell’anno precedente. Quindi, mentre le esportazioni nette sono diminuite di 50 miliardi con gli USA, sono aumentate di circa 25 miliardi di dollari con l’UE.

Nei dodici mesi fino a ottobre scorso, il surplus commerciale cinese è stato di 310 miliardi con l’UE e 302 con gli USA. A novembre, la Cina ha registrato il terzo miglior surplus di sempre: 112 miliardi, superato solo dai 138,04 miliardi di gennaio 2025 e dai 114,36 di giugno. Ora ci troviamo di fronte a quello che temevamo: il dirottamento verso l’Europa delle merci cinesi, non più vendute nel mercato americano. Bruxelles ha due opzioni: seguire l’esempio di Washington imponendo dazi contro Pechino o accettare la scomparsa della propria industria. Una alleanza con gli USA di Trump sembra improbabile, nonostante sarebbe l’opzione più sensata data la comunanza di interessi.

Europa immobilizzata e priva di strategie

L’inefficacia delle istituzioni europee è resa evidente anche dalla loro irrilevanza nel contesto geopolitico internazionale. Xi ha mostrato, con il caso Nexperia, di poter minacciare efficacemente l’Europa, che è carente di materie prime. Aggiungendo a ciò la divisione tra i governi europei sul futuro, con una Germania che continua a sperare di sfruttare il mercato cinese, l’inazione è facilmente spiegabile. Nel frattempo, lo yuan ha perso circa il 7% contro l’euro nell’ultimo anno e l’11% in tre anni, aggravando la perdita di competitività dell’industria europea.

Le recenti dichiarazioni di Donald Trump e Elon Musk contro l’UE hanno fatto notizia, mentre la Cina, silenziosa e sorridente, sta mettendo in scacco il nostro continente. La cosiddetta “tassa Shein” avrà poco effetto. L’invasione di merci dalla Cina non sarà fermata semplicemente disincentivando l’importazione di piccoli pacchi. È tutta la geopolitica europea che necessita di essere rivista e adattata al nuovo ordine mondiale in avanzamento.

Prodotti dalla Cina non solo economici ma anche avanzati

Come direbbe Trump, non abbiamo le carte per trattare alla pari con Pechino. Gli USA utilizzano la tecnologia come arma nei negoziati su dazi, materie prime e divisione delle sfere di influenza globale. L’UE non possiede giganti tecnologici né una politica di sicurezza autonoma che la renda credibile nei negoziati. In un mondo dove la forza politica e il potere sono nuovamente centrali, Bruxelles è rimasta ancorata a una tecnocrazia e a proclami ingenui. La sua industria è a rischio di essere spazzata via dall’ingresso di prodotti non solo economici, ma anche tecnologicamente avanzati dalla Cina.

Mentre in altri luoghi si sfrutta l’invenzione della nuova macchina a vapore per fare il salto tecnologico che proietterà l’economia mondiale nei prossimi cento anni, in Europa discutiamo su come regolare le corse dei cavalli. Non è un caso se l’ex premier Mario Draghi ha recentemente invitato l’UE ad adottare l’Intelligenza Artificiale su larga scala per non essere sopraffatta.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

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