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Quando un’abitazione rispettosa dell’ambiente diventa estremamente moderna ed efficiente, si può incappare nel rischio di una classificazione catastale superiore, che comporta un incremento delle imposte.
Questo è il caso analizzato dalla recente decisione della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Toscana (n. 1312/2024 del 13 novembre 2024), che ha stabilito che due nuovi appartamenti a Empoli dovessero essere classificati nella categoria A/1 – riservata agli alloggi di lusso.
Raffinatezza energetica e design esclusivo: un’accoppiata dispendiosa
Le unità abitative in esame sono situate in un fabbricato costruito seguendo criteri di sostenibilità avanzati. Queste dispongono di impianti fotovoltaici da 7 kWp, riscaldamento radiante a pavimento con pompe di calore aria-acqua, e un impianto di ventilazione meccanica controllata, oltre a una struttura in acciaio all’avanguardia e pareti multistrato isolate. Si aggiungono poi terrazzi e cortili privati con rifiniture di alto livello.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, questi aspetti fanno delle abitazioni non solo efficienti, ma anche di una certa pregiatura, dunque assegnabili alla categoria A/1. In primo grado, la richiesta del contribuente di essere classificato in A/2 (abitazioni civili) era stata accettata, ma poi ribaltata in appello.
La questione delle categorie catastali
Al centro del dibattito vi è la definizione di “lusso” nel contesto catastale. Il contribuente aveva evidenziato come il D.M. 2 agosto 1969, che definisce le caratteristiche delle abitazioni di lusso, non includa l’efficienza energetica come criterio qualificante. Tuttavia, la Corte ha sottolineato che la classificazione deve considerare le caratteristiche strutturali e tipologiche degli immobili, compresi gli impianti e le finiture.
Un dilemma per le abitazioni ecologiche?
L’assegnazione della categoria A/1 a immobili altamente efficienti dal punto di vista energetico potrebbe disincentivare la realizzazione di strutture ecocompatibili. Infatti, per i proprietari, essere classificati come “di lusso” significa affrontare una tassazione maggiore e perdere accesso a incentivi fiscali.
Nonostante le preoccupazioni espresse dal contribuente, il giudizio del Tribunale ha confermato che la qualità costruttiva e il comfort offerto dagli appartamenti meritavano la classificazione in A/1, anche paragonandoli ad altri immobili simili già classificati in tale categoria.
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In attesa di ulteriori chiarimenti legislativi, i proprietari di abitazioni sostenibili potrebbero trovarsi davanti a un paradosso: case progettate per essere risparmiose dal punto di vista energetico, ma classificate come beni di pregio.
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