Immobiliare: il fenomeno dei “promenatori” scoraggia sia acquirenti che venditori

Il mercato immobiliare continua a muoversi a rilento. Dopo anni di crescita sostenuta e tassi ai minimi storici, l’impennata dell’inflazione e dei tassi d’interesse a partire dal 2022 ha profondamente mutato il comportamento degli attori del settore. Il risultato? Un mercato bloccato, nel quale né acquirenti né venditori sembrano disposti a fare il primo passo.

La stretta creditizia frena la domanda

Nel giro di pochi mesi, i tassi dei mutui a 20 anni sono passati da una media dell’1% a valori superiori al 4%, con punte anche più alte per i profili meno solidi. Secondo i dati della Banca di Francia, nel solo settembre 2023 sono stati erogati appena 9,2 miliardi di euro di prestiti per l’acquisto di abitazioni – un livello che non si vedeva dal 2016.

Questa contrazione non riguarda solo gli acquirenti “prime”, ma anche una quota significativa di acquirenti-venditori (i cosiddetti secundo-accédants), che spesso si trovano bloccati a metà strada: vendere sì, ma a che prezzo, e soprattutto… per acquistare cosa?

Anche i venditori si trovano in stallo

Sul fronte opposto, i venditori non se la passano meglio. La lieve flessione dei prezzi (attualmente attorno all’1% a livello nazionale, con punte del -3,9% in aree come la Seine-Saint-Denis) rende poco attraente l’idea di cedere la propria abitazione in questo momento. Ma vendere è spesso una necessità, soprattutto per chi deve affrontare un cambiamento di vita – una separazione, un trasferimento professionale, una situazione di fragilità economica.

Nel frattempo, anche i venditori sono costretti ad affrontare le stesse difficoltà di accesso al credito che colpiscono gli acquirenti: tra tassi elevati e un accesso sempre più selettivo ai prestiti ponte, l’acquisto di una nuova abitazione si fa sempre più difficile.

fenomeno dei promenatori

L’attendismo blocca le transazioni

Secondo il rapporto di Artémis Courtage, quasi il 50% delle vendite attualmente concluse sono frutto di esigenze impellenti (e non di scelte di miglioramento abitativo). Gli acquirenti sono sempre più cauti e rinunciano ai progetti “di comfort” – come il passaggio a un’abitazione più grande o situata in una zona più prestigiosa – rimandando ogni decisione.

Questo atteggiamento prudente genera un effetto domino: il calo delle richieste riduce le possibilità di vendita, e i proprietari si ritrovano spesso a dover abbassare le proprie aspettative o a ritirare l’immobile dal mercato.

Il fenomeno dei “promenatori”: tanti visitatori, pochi compratori

Un altro fattore che contribuisce a congestionare il mercato è quello che alcuni operatori del settore iniziano a definire come il fenomeno dei “promenatori”. Si tratta di potenziali acquirenti che chiedono visite, ma senza avere ancora definito né il proprio budget, né i tempi reali dell’operazione, né tantomeno aver stimato l’immobile che dovrebbero vendere.

“Sono clienti che avviano una fase di ricerca attiva, ma non hanno ancora nemmeno contattato un mediatore per una stima del proprio bene, né hanno preso coscienza del calo dei prezzi”, spiega Patrice Amate, presidente di un’agenzia attiva da oltre 25 anni nel mercato locale.

Questi soggetti, pur dichiarandosi interessati, arrivano alle visite già orientati alla trattativa al ribasso, rallentando l’intero processo e mettendo in difficoltà chi è realmente pronto a concludere.

Un mercato da sbloccare con trasparenza e formazione

Il nodo centrale resta l’asimmetria informativa. Molti venditori non accettano il nuovo livello dei prezzi, mentre numerosi acquirenti non sono realmente consapevoli delle proprie possibilità finanziarie. In questo scenario, il ruolo degli intermediari è cruciale: è necessario tornare a offrire consulenza vera, sia nella valutazione realistica degli immobili, sia nella prequalificazione finanziaria dei compratori.

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