Mercati in Ribasso: Sfiducia nel Regno Unito di Starmer Cresce!

L’insicurezza dei mercati nei confronti del governo laburista guidato dal primo ministro Keir Starmer si intensifica. I rendimenti trentennali hanno raggiunto i livelli più alti dal 1998.

Con il rendimento dei Gilt a 30 anni che ha superato il 5,70%, il più alto da inizio 1998, il governo del primo ministro Keir Starmer nel Regno Unito sta chiaramente ricevendo un segnale di sfiducia dai mercati finanziari. La sterlina inoltre ha perso valore, scendendo sotto 1,34 rispetto al dollaro, che quest’anno ha guadagnato oltre il 7%. Questo avviene mentre il governo è impegnato a preparare il nuovo bilancio che sarà presentato entro ottobre. Gli investitori sono incerti riguardo le decisioni che prenderà il cancelliere dello Scacchiere, Rachel Reeves, che è in carica da poco più di un anno e il cui rapporto con il primo ministro sembra deteriorato. La sua possibile rimozione a luglio è stata evitata solo per prevenire una crisi finanziaria simile a quella causata dall’effetto Truss.

Escalation della spesa pubblica

Il clima politico è molto teso. Starmer ha recentemente annunciato una ristrutturazione del governo, nominando il leale James Murray come capo di gabinetto al Tesoro al posto di Darren Jones. Questo cambio sembra indicare una limitazione dei poteri di Reeves, anche se da Downing Street negano questa interpretazione. Un anno fa, il governo ha lanciato una manovra che prevedeva un incremento della spesa pubblica di quasi 70 miliardi di sterline annue, pari al 2% del PIL, con due terzi destinati alla spesa corrente e un terzo agli investimenti.

Le coperture finanziarie, tuttavia, sono deboli e instabili: per metà provengono da aumenti delle tasse, soprattutto a carico dei dipendenti, e l’altra metà da deficit. Gli investitori hanno percepito che, nonostante la solida maggioranza parlamentare, i laburisti non sono in grado né di incrementare le entrate né di ridurre le spese. Questo è diventato evidente quest’estate, quando Starmer e Reeves hanno dovuto ritirare completamente una proposta di legge che avrebbe tagliato 5 miliardi di sterline dai benefici per i lavoratori malati e i disabili.

Una ribellione di circa cinquanta deputati ha impedito l’approvazione di tale misura.

Una trappola fiscale per Londra

Dopo il fallimento di questa proposta, la sfiducia dei mercati si è intensificata, con un aumento di mezzo punto percentuale nei rendimenti a 30 anni. Allo stesso tempo, la sterlina è scesa da 1,37 a 1,34 rispetto al dollaro. Inoltre, l’inflazione è salita al 3,8% a luglio, il valore più alto dal gennaio 2024. Questo ha innescato un circolo vizioso: l’aumento dei rendimenti, dovuto alle prospettive fiscali deboli, ha un impatto negativo sui conti pubblici aumentando la spesa per gli interessi, che ha raggiunto i 100 miliardi di sterline all’anno, circa un decimo della spesa totale. Questo a sua volta porta a un ulteriore aumento dei rendimenti a causa del deterioramento effettivo del bilancio.

I sondaggi riflettono questa situazione critica. Se le elezioni si tenessero oggi, il Reform UK di Nigel Farrage vincerebbe con il 35% dei voti, mentre i laburisti si fermerebbero al 20% e i Tories al 17%. Seguono i LibDem al 13% e i Verdi al 7%. Questi numeri indicano le difficoltà che il governo attuale incontrerà nel prendere decisioni impopolari, rischiando una pesante sconfitta nelle prossime elezioni generali, come già successo nelle amministrative di primavera. Senza un risanamento dei conti, la sfiducia dei mercati continuerà ad aggravarsi.

Sfiducia dei mercati nel Regno Unito e in Francia

Non è un caso che Starmer ed Emmanuel Macron, che guidano le uniche due potenze nucleari europee, stiano affrontando una crescente sfiducia dei mercati. La loro politica estera sembra diventata un modo per distogliere l’attenzione dai problemi interni, contribuendo ad acuire le tensioni finanziarie con l’annuncio di aumenti delle spese militari in deficit. È impensabile che i laburisti possano convincere gli elettori della necessità di tagliare i servizi per finanziare il riarmo. Gli investitori prendono nota e non vedono una politica fiscale coerente e credibile né a Londra né a Parigi.

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