Il quarto trimestre del 2025 ha segnato un brusco ritorno dei conti in rosso per l’Arabia Saudita, obbligando Riad a rivedere investimenti e spese pubbliche. La notizia è importante oggi perché ridefinisce priorità di bilancio, tempistica dei grandi progetti e la strategia di diversificazione economica voluta dal principe ereditario.
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Un bilancio sotto pressione
Nel 2025 il saldo fiscale saudita ha registrato un deficit che non si vedeva dal 2020, con un disavanzo pari a 276,6 miliardi di rial (circa 73,7 miliardi di dollari), equivalente al 5,5% del Pil rispetto al 2,5% dell’anno precedente. Le entrate totali sono state pesantemente influenzate dal calo dei proventi petroliferi.
La spesa pubblica complessiva è rimasta elevata, intorno a 1.388 miliardi di rial, pari a circa il 27,6% del Pil. Per finanziare il deficit il governo ha fatto ricorso al mercato del debito, mentre le riserve e gli asset sovrani non sono stati toccati per coprire il buco.
Perché il petrolio non basta
Non si tratta di costi d’estrazione: il problema è la dipendenza delle casse statali dalle vendite di greggio. Nel 2025 le entrate non petrolifere sono salite a 505,3 miliardi di rial, ma quelle petrolifere sono scese a 605,7 miliardi, rispetto ai 756,6 miliardi dell’anno precedente.
Secondo le stime ufficiali, il livello di prezzo del Brent necessario per pareggiare il bilancio — il cosiddetto oil fiscal breakeven — è molto più alto dei valori correnti: Riad avrebbe bisogno di circa 97 dollari al barile per chiudere i conti, e se si includono gli impegni del PIF il punto di pareggio salirebbe a circa 114 dollari.
- Deficit 2025: 276,6 miliardi di rial (≈ 73,7 mld $)
- Entrate non petrolifere: 505,3 miliardi di rial (≈ 134,7 mld $)
- Entrate petrolifere: 605,7 miliardi di rial (≈ 161,5 mld $)
- Spesa pubblica: 1.388 miliardi di rial (≈ 27,6% del Pil)
- Asset PIF: ~1.150 mld $ (circa l’85% del Pil)
- Riserve nazionali: ~106,4 mld $
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Riforme che cambiano la società e l’economia
La strategia di Vision 2030 ha prodotto risultati concreti sul mercato del lavoro. L’aumento della partecipazione femminile è tra i segnali più visibili: il tasso di partecipazione complessivo delle donne rilevato nelle statistiche ufficiali è cresciuto, contribuendo anche alla crescita dell’occupazione nazionale.
Il tasso di occupazione generale è salito notevolmente rispetto al 2017, e le misure di liberalizzazione sociale—tra cui maggiori diritti per le donne—hanno avuto ricadute positive sull’occupazione e sul Pil. Tuttavia permangono significative differenze tra cittadini e lavoratori stranieri, e la dipendenza dei nuclei familiari dai sussidi rimane un freno alla piena integrazione della forza lavoro locale.
Tagli ai grandi progetti: scelta obbligata
Per mantenere i conti in ordine il governo ha deciso di sospendere o ridimensionare opere considerate non essenziali. Tra i progetti più simbolici finiti sotto la lente c’è NEOM, l’area futuristica nel deserto, e la torre Mukaab prevista per la capitale, la cui costruzione è stata posticipata.
Gli investimenti rimangono però focalizzati su eventi e operazioni che dovrebbero accelerare l’apertura internazionale del regno, come l’Expo 2030 e i Mondiali di Calcio del 2034, ritenuti priorità strategiche per attrarre visitatori e capitali esteri.
Quali sono le implicazioni
La compressione delle spese segnala un cambio di passo nella gestione pubblica: meno progetti dal forte impatto mediatico e più attenzione alla sostenibilità di bilancio. I mercati osservano con interesse, perché la politica fiscale di Riad ha effetti diretti sui prezzi internazionali dell’energia e sugli investimenti globali legati al PIF.
In pratica, la manovra di contenimento serve a evitare che il deficit si trasformi in un problema strutturale. I margini di manovra restano grazie agli elevati asset sovrani e alle riserve, ma la priorità per ora è la stabilità dei conti.
Per i cittadini e gli investitori la domanda chiave rimane: quanto a lungo durerà la prudenza finanziaria e in che misura la transizione verso un’economia meno dipendente dal petrolio continuerà a guidare le scelte del regno?
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