Confedilizia Rivela: Immobili Ridotti in Ruderi +126% dal 2011, Crescita del 1,5% nell’Ultimo Anno!

Confedilizia solleva preoccupazioni sui numerosi edifici abbandonati in Italia

Confedilizia ha recentemente espresso preoccupazione per l’alto numero di edifici che si trovano in stato di degrado avanzato nel territorio italiano. Analizzando i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate riguardo alla condizione del patrimonio immobiliare del paese, l’organizzazione che rappresenta i proprietari di immobili ha evidenziato un aumento preoccupante di tale fenomeno. Infatti, se nel corso dell’ultimo anno l’incremento registrato è stato dell’1,5%, il periodo precedente all’introduzione dell’IMU ha visto un’impennata drastica, con un totale di 629.022 immobili ridotti a ruderi, un aumento del 126%, segnale di una crisi sottovalutata.

Molti si chiedono quali siano le cause di questa estesa situazione di deterioramento materiale, che spesso si manifesta parallelamente a un degrado sociale. Secondo quanto riportato da Confedilizia, la responsabilità non risiede esclusivamente nel naturale trascorrere del tempo, ma anche in una scelta consapevole da parte di alcuni proprietari, oppressi dal peso dell’IMU. L’associazione ricorda che questa imposta municipale unica è dovuta anche per gli immobili che sono dichiarati inagibili o non abitabili, a meno che non siano stati ufficialmente classificati come ruderi.

Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha sottolineato la gravità della situazione: “Il patrimonio immobiliare privato, che dovrebbe essere valorizzato e curato, è invece frequentemente lasciato all’abbandono. La situazione è destinata a deteriorarsi ulteriormente a causa dell’IMU – una tassa che progressivamente aliena la proprietà colpita, specialmente quando si tratta di immobili senza mercato – e la riduzione significativa degli incentivi fiscali per i lavori di ristrutturazione edilizia. È necessario prendere provvedimenti.”

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